Sony e il giocatore ombra: l’AI che entra in partita quando sei in difficoltà | | | | Turtles AI

Sony e il giocatore ombra: l’AI che entra in partita quando sei in difficoltà
Un brevetto svela un assistente intelligente capace di guidare il giocatore o di superare al suo posto le fasi più ostiche, trasformando la frustrazione in continuità di gioco senza interrompere l’esperienza
Editorial Team9 gennaio 2026

 

 Sony ha pubblicato un brevetto per un sistema di AI, chiamato “AI Generated Ghost Player”, capace di mostrare come superare una sezione difficile oppure prendere il controllo del gioco per completarla al posto tuo, basandosi su dati di gameplay reali e contesto in tempo reale. 

Punti Chiave:

  •  AI Ghost Player: assistente dinamico in-game
  •  Modalità Guida con suggerimenti visivi
  •  Modalità Completa con controllo automatico
  •  Addestrato su dati reali e interattività contestuale

Quando il gioco sembra trasformarsi in una montagna insormontabile, sono nati negli anni strumenti di aiuto: guide testuali, video su YouTube, funzioni di hint statici nei titoli moderni. Ora Sony sembra voler dare una mano con qualcosa di più vivo. Secondo i dettagli del brevetto internazionale depositato da Sony Interactive Entertainment e pubblicato nel 2025, esiste la possibilità di evocare in gioco un “ghost”, una presenza digitale che osserva la situazione in tempo reale grazie a un motore AI e può fare due cose: mostrarti con gesti, traiettorie o pulsanti quello che va fatto, oppure addirittura sostituirsi a te e giocare quella parte al posto tuo. 

Questa entità non è una semplice sagoma preregistrata né un video statico da guardare fuori dal gioco, è un personaggio generato tramite modelli di AI allenati su enormi quantità di video di gameplay e dati raccolti da varie fonti, pronti a interpretare ciò che sta accadendo nello specifico momento in cui ti blocchi. In altre parole, il sistema può capire dove sei e cosa ti impedisce di progredire, e reagire di conseguenza. 

Il brevetto si concentra su due modalità principali di assistenza. La prima, che potremmo chiamare Modalità Guida, è una sorta di compagno digitale che cammina accanto al tuo avatar, segnalandoti visivamente il percorso, la sequenza di azioni oppure persino cosa premere sul controller per superare un ostacolo complesso. Un fantasma che ti indica la strada, che parla il linguaggio del gioco e degli input. 

La seconda, a tratti più sorprendente, è la Modalità Completa: se ti trovi in un vicolo cieco, puoi lasciar fare all’AI. Qui il fantasma smette di essere solo dimostrativo e prende le redini della situazione, controllando la partita per portare a termine la sezione desiderata. Una funzione che assomiglia, in parte, a un amico che prende il controller quando ti incastri sul boss più duro, ma senza muovere fisicamente la mano umana. 

La tecnologia è costruita attorno all’idea che i videogiochi moderni, con le loro meccaniche intricate e i puzzle sempre più sottili, possono scoraggiare chi non ha abilità esperte o tempo da spendere nelle sessioni di prova ed errore. Sony descrive il problema di giocatori che “si bloccano” o “lasciano il gioco” perché non riescono a venire a capo di certi segmenti, spingendo l’azienda a immaginare un aiuto che sia contestuale, fluido e integrato, a differenza di strumenti esterni che richiedono di mettere in pausa l’esperienza. 

Il sistema sarebbe anche capace di interagire con il giocatore tramite linguaggio naturale: potresti chiedere “Come passo questo enigma?” e ricevere risposte adeguate al contesto, un passo oltre rispetto ai classici suggerimenti di testo o video di supporto attualmente presenti sulle console. 

Nel documento tecnico si fa riferimento a un motore di assistenza AI addestrato con grandi volumi di dati, inclusi video e sequenze di altri giocatori, per costruire modelli che riconoscano scenari specifici e generino i movimenti appropriati. La personalizzazione del livello di aiuto, da suggerimenti leggeri a esecuzioni complete, è uno degli aspetti più dettagliati del brevetto. 

Questa idea di “ghost” non è del tutto estranea alla storia dei videogiochi: alcuni titoli di corse, per esempio, hanno già mostrato sagome di percorsi precedenti o di altri giocatori come riferimento. Ma il brevetto di Sony promette un salto in profondità, con un intelligence che capisce e reagisce al tuo stato di gioco invece di limitarsi a riprodurre tracce fisse. 

La presenza di un brevetto non significa automaticamente che vedremo questa funzione nei titoli o nelle console di prossima generazione, ma offre uno sguardo sulle direzioni in cui l’azienda sta pensando di spingere l’uso dell’AI nei videogame.