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IREN e Nvidia, maxi alleanza da miliardi: il Texas diventa il motore dei nuovi data center per l’AI
Dalle ex miniere digitali di bitcoin alle infrastrutture per l’AI: accordi con Microsoft, Dell e Nvidia spingono IREN al centro della corsa globale alla potenza computazionale e all’energia dei data center
Editorial Team10 maggio 2026

 


IREN accelera la sua trasformazione da operatore legato al mining di criptovalute a protagonista delle infrastrutture per l’AI grazie a una maxi intesa con Nvidia. L’accordo coinvolge data center, GPU di ultima generazione, investimenti miliardari e nuovi poli energetici tra Texas ed Europa.

Punti chiave:

  • Nvidia potrà investire fino a 2,1 miliardi di dollari in IREN
  • Prevista la realizzazione di infrastrutture AI fino a 5 gigawatt
  • Il cuore operativo sarà tra Childress e Sweetwater, in Texas
  • Microsoft aveva già firmato con IREN un accordo da 9,7 miliardi

Il mondo dell’AI continua a divorare energia, chip e metri quadrati di data center con la stessa fame di una metropoli che cresce senza dormire mai, e in questo scenario IREN ha deciso di cambiare definitivamente pelle. La società australiana, nata e diventata nota soprattutto per le attività collegate al mining di bitcoin, sta spostando il proprio baricentro verso le infrastrutture dedicate all’AI e lo fa stringendo una partnership di peso con NVIDIA, uno dei nomi più influenti nel mercato mondiale dei semiconduttori. L’intesa annunciata dalle due aziende prevede la costruzione e l’implementazione di infrastrutture basate sull’ecosistema Nvidia DSX per una capacità potenziale fino a 5 gigawatt, una dimensione che fotografa bene la scala raggiunta dalla corsa globale alla potenza computazionale. Parallelamente, Nvidia avrà un diritto di prelazione quinquennale per acquistare fino a 30 milioni di azioni ordinarie IREN a un prezzo fissato di 70 dollari ciascuna, operazione che potrebbe tradursi in un investimento complessivo di circa 2,1 miliardi di dollari. La notizia ha immediatamente attirato l’attenzione dei mercati: dopo movimenti altalenanti nelle ore successive all’annuncio, il titolo IREN ha chiuso in rialzo, segnale di come gli investitori vedano nella società una delle nuove piattaforme su cui si giocherà la battaglia mondiale della capacità AI. 

Dietro le cifre, però, c’è soprattutto una trasformazione industriale molto più ampia. Negli ultimi due anni IREN ha progressivamente abbandonato l’immagine di semplice operatore legato alle criptovalute per costruire un modello fondato sui data center ad alta densità energetica, capaci di ospitare migliaia di GPU Nvidia dedicate all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Il cuore di questa espansione pulsa in Texas, tra Childress e Sweetwater, territori che stanno diventando nuove capitali invisibili dell’economia digitale grazie alla disponibilità di energia, spazio e connessioni elettriche strategiche. Secondo diverse fonti finanziarie e industriali, il campus texano di Sweetwater sarà uno dei siti di punta del progetto con Nvidia, mentre Childress resta il perno operativo già utilizzato per altri accordi multimiliardari. 

Non è un caso che proprio a Childress IREN abbia già siglato, nei mesi scorsi, una gigantesca collaborazione con Microsoft dal valore di circa 9,7 miliardi di dollari. L’intesa prevede la fornitura di servizi cloud basati sulle GPU Nvidia GB300 per un periodo di cinque anni, con implementazioni graduali nel corso del 2026. Per sostenere questo piano, IREN ha inoltre sottoscritto un accordo da circa 5,8 miliardi con Dell Technologies, incaricata di fornire rack, GPU e infrastrutture hardware necessarie al funzionamento dei nuovi poli AI. I data center saranno raffreddati a liquido e progettati per sostenere carichi computazionali enormi, indispensabili per modelli linguistici, sistemi di inferenza avanzata e piattaforme cloud dedicate all’AI generativa. 

Nel frattempo, Nvidia continua a costruire una rete globale di alleanze strategiche per blindare l’accesso alle infrastrutture del futuro. L’accordo con IREN si inserisce infatti in una serie di operazioni analoghe concluse negli ultimi mesi con gruppi come Coherent, Lumentum e Corning, tutte aziende coinvolte nella catena tecnologica necessaria a sostenere l’espansione dell’AI globale. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha definito le cosiddette “fabbriche dell’AI” come una nuova infrastruttura fondamentale dell’economia mondiale, sottolineando come oggi elaborazione, rete, software, alimentazione elettrica e gestione operativa debbano essere progettati come un unico organismo integrato. 

IREN, intanto, continua a crescere anche fuori dagli Stati Uniti. La società ha recentemente ampliato il proprio portafoglio energetico con l’acquisizione del gruppo spagnolo Ingenostrum, aggiungendo quasi 500 megawatt di capacità collegata alla rete elettrica europea e portando così il totale disponibile a circa 5 gigawatt, una cifra che coincide simbolicamente con l’obiettivo del nuovo progetto condiviso con Nvidia. Secondo gli analisti, la vera ricchezza delle aziende impegnate nella corsa all’AI non risiede più soltanto nei chip, ma nella possibilità concreta di garantire energia stabile, raffreddamento efficiente e velocità di implementazione. In questo quadro, IREN sta cercando di posizionarsi come una sorta di grande autostrada invisibile su cui far viaggiare la nuova economia computazionale. 

Mentre le big tech continuano a contendersi capacità di calcolo e accesso alle GPU più avanzate, il Texas si sta trasformando in una gigantesca centrale digitale a cielo aperto, dove l’energia elettrica vale quanto il petrolio di un tempo e i data center assomigliano sempre più a città industriali del XXI secolo.