Chip contesi: Washington vuole la corsia preferenziale per le GPU | | | | Turtles AI

Chip contesi: Washington vuole la corsia preferenziale per le GPU
Il Senato spinge il GAIN AI Act per mettere gli americani davanti a tutti nell’accesso ai processori NVIDIA e AMD, mentre i colossi del silicio avvertono che la scarsità evocata dai legislatori è solo un miraggio politico
Editorial Team6 settembre 2025

 


Il Senato USA sta valutando l’inserimento del GAIN AI Act nell’NDAA 2026, per imporre a NVIDIA e AMD di vendere chip AI ai clienti americani prima di esportarli. Le aziende criticano duramente la proposta, ritenendo inutile la carenza.

Punti chiave:

  • Il GAIN AI Act richiede il diritto di prelazione agli acquirenti statunitensi per chip AI avanzati.
  • L’emendamento è stato proposto dal senatore Jim Banks all’interno dell’NDAA 2026.
  • NVIDIA e AMD contestano la narrativa della carenza di chip, definendola infondata.
  • Il provvedimento stabilisce limiti di licenza export per chip con potenza eccedente i 4 800 teraFLOPS.

L’iniziativa legislativa in discussione mira a mettere in testa alla fila i consumatori e le realtà tecnologiche americane  piccole aziende, startup e università  obbligando le aziende come NVIDIA e AMD a soddisfare prima le richieste interne prima di qualsiasi spedizione oltre confine, soprattutto verso Paesi considerati “di interesse strategico” come la Cina. Il GAIN AI Act, inserito come emendamento al National Defense Authorization Act relativ­amente al 2026, prevede che i produttori di chip ad alte prestazioni rendano disponibile prima il loro stock al mercato domestico e che ottengano specifiche licenze di esportazione per unità con prestazioni sopra la soglia di 4 800 teraFLOPS, pena il blocco delle spedizioni.

Secondo i promotori, questa misura risponderebbe a un mercato ancora sotto stress, dove la domanda supera di gran lunga l’offerta e provoca ritardi anche per le strutture di ricerca e innovazione americane: ogni chip venduto all’estero è un’opportunità persa per l’economia interna, si sostiene (CTOL Digital Solutions, CO/AI). Il limite di potenza stabilito è pensato per colpire anche alcune GPU consumer moderne, non solo acceleratori datacenter, e comprende modelli quali H100, H200, H20 (modificato), o MI308 di AMD.

Sul fronte delle aziende, NVIDIA ha risposto definendo il provvedimento una sorta di “fantascienza catastrofista”, dichiarando che il problema della carenza non esiste e che le vendite globali ampliano il mercato interno, anziché sottrargli risorse. L’azienda sostiene inoltre che la consegna di versioni meno avanzate, come il chip H20 alla Cina, non sacrifica la disponibilità di modelli più potenti negli Stati Uniti.

Ulteriori sviluppi recenti includono un accordo in base al quale NVIDIA e AMD verseranno il 15 % del fatturato delle vendite di chip AI destinati alla Cina al governo statunitense, in cambio dell’autorizzazione all’esportazione di modelli come H20 e MI308, una soluzione controversa che ha attirato critiche politiche e apprensioni per la sicurezza nazionale. Parallelamente, una proposta bipartisan separata, la Chip Security Act, punta a impedire il contrabbando di chip AI mediante sistemi di geolocalizzazione integrati nei dispositivi stessi.

La misura rappresenta un ulteriore frammento delle pressioni del Congresso su NVIDIA, già oggetto di richieste di chiarimenti da parte dei senatori Elizabeth Warren e Jim Banks, in particolare riguardo a rapporti con la Cina e l’espansione a Shanghai, ritenuti potenzialmente in contrasto con gli interessi di difesa americana.