Disney porta l’AI alla Casa Bianca: scatta l’allarme copyright | Film Netflix | Film da vedere azione | Attori famosi maschi | Turtles AI
Bob Iger ha incontrato funzionari della Casa Bianca per esporre timori sull’uso improprio dell’AI su personaggi Disney e Marvel. Il settore dell’intrattenimento si mobilita tra lettere appello e cause legali contro strumenti come Midjourney.
Punti chiave:
- Iger solleva con Washington i rischi legati all’uso AI su proprietà intellettuali Disney/Marvel
- Natasha Lyonne ha guidato una petizione con 400 firme, promuovendo progetti IA etici come “Asteria”
- Disney e Universal hanno citato Midjourney in giudizio per aver generato immagini non autorizzate di personaggi iconici
- Il contenzioso rappresenta un banco di prova per la definizione di limiti tra fair use e violazione del copyright
Bob Iger, amministratore delegato di Disney, ha recentemente discusso con funzionari della Casa Bianca la crescente preoccupazione legata all’utilizzo di sistemi di AI per generare contenuti basati sui suoi personaggi più celebri, denunciando la possibilità che tali tecnologie riproducano storie e volti iconici senza autorizzazione né compenso adeguato. Tale presa di posizione rientra in un più ampio movimento culturale che vede artisti e operatori dell’industria coinvolti in iniziative civili e legali volte a tutelare la creatività: tra queste, la nota attrice e regista Natasha Lyonne ha promosso una lettera rivolta all’amministrazione Usa, raccogliendo circa 400 firme e partecipando alla produzione di “Asteria”, un film che sfrutta strumenti AI addestrati esclusivamente su materiali con licenza, con l’obiettivo di modellare un approccio responsabile e trasparente all’uso dell’AI. Sul fronte giudiziario, Disney insieme a Universal ha avviato a giugno scorso una causa in un tribunale federale contro Midjourney, accusando la piattaforma di generare immagini non autorizzate di personaggi protetti – da Yoda a Elsa, passando per Iron Man – dopo aver ignorato solleciti a implementare meccanismi di filtro e restrizione. Il ricorso include un dossier di oltre 110 pagine che descrive Midjourney come “un pozzo senza fondo di plagio” e chiede il risarcimento dei profitti derivanti dalle violazioni, oltre a un ordine per bloccare la sua attività fino a che non vengano adottate misure preventive. Questo scontro legale, il primo promosso da major dello spettacolo contro una compagnia AI, potrebbe ridefinire i confini giuridici tra fair use e violazione del copyright, influenzando l’intero comparto creativo e le modalità di addestramento dei modelli, e spingendo verso una regolamentazione che bilanci innovazione e tutela dei diritti d’autore.
Il dialogo in corso alla Casa Bianca potrebbe rappresentare il preludio a nuovi regolamenti federali, nel tentativo di stabilire regole chiare sull’uso commerciale e le licenze dei contenuti generati da algoritmi intelligenti.


