Tesla avvia test limitato del suo servizio Robotaxi a San Francisco | Festina Lente - Notizie, recensioni e approfondimenti sull’intelligenza artificiale | Turtles AI
Tesla ha inaugurato in esclusiva a invito un servizio di ride‑hailing via app nella Bay Area, gestito da Model Y con autista di sicurezza sul sedile guida. Operativo in San Francisco e dintorni, ma mancano ancora permessi per vera autonomia.
Punti chiave:
- Inviti ristretti a utenti selezionati tramite app Robotaxi
- Autista di sicurezza obbligatorio sul sedile di guida
- Area coperta: da San Francisco fino a San Jose, incluso East Bay
- Nessuna autorizzazione da CPUC per taxi autonomi senza conducente
Tesla ha lanciato un test nella Bay Area con Model Y modificate, disponibili solo tramite invito e app dedicata: il servizio copre aree come San Francisco, Berkeley, Hayward, Fremont fino a San Jose. Le auto viaggiano con un autista registrato al volante, richiesto per affrontare potenziali errori del sistema Full Self‑Driving. A differenza del lancio di Austin, dove il monitor di sicurezza sedeva sul sedile passeggero, in California per questioni regolatorie Tesla non ha ancora ottenuto i permessi necessari per offrire corse completamente autonome, dunque il controllo umano resta centrale. L’attività si basa su un permesso della California Public Utilities Commission che consente corse in “veicoli non autonomi” con conducente, ma Tesla non ha ancora richiesto o ottenuto le autorizzazioni per test senza conducente o servizio commerciale completamente autonomo.
Il servizio segue l’avvio su piccola scala di giugno 2025 a Austin con tariffe promozionali, ma continuano ad emergere criticità tecniche quali frenate fantasma, arresti in mezzo alla carreggiata e deviazioni contro mano, elementi finiti sotto osservazione da parte dell’NHTSA. Tesla mira a estendere il modello in una dozzina di metropoli entro fine 2025 e a introdurre entro il 2026 veicoli dedicati come il Cybercab, ma la Bay Area rimane vincolata da regolamenti più restrittivi rispetto al contesto permissivo del Texas.
Il quadro competitivo evidenzia anche il gap rispetto ad aziende come Waymo, già operativa in California con taxi realmente senza conducente e milioni di miglia percorse, mentre Cruise ha perso le autorizzazioni dopo incidenti significativi.
In questa fase, Tesla punta ad accumulare dati e dimostrare affidabilità del sistema in vista dell’ottenimento dei permessi mancanti, pur continuando a chiamare il servizio “Robotaxi” in app e comunicazioni ufficiali, anche se il termine risulta prematuro finché rimane obbligatoria la presenza di un autista umano.
Questo lancio rappresenta un ulteriore passo verso la visione Tesla di taxi autonomi, sebbene operi ancora sotto la supervisione di un conducente umano e resti vincolato all’assenza di permessi per la guida completamente automatica.


