Google accende il pilota automatico della ricerca | Intelligenza artificiale chat gpt | Chatgpt italiano | Chatopenai.com italiano | Turtles AI
Google estende la sua “Modalità AI” a 180 nuovi Paesi di lingua inglese, aggiungendo funzionalità agentiche come la prenotazione di ristoranti per abbonati Ultra. Si arricchisce di opzioni personalizzate e strumenti di condivisione, senza però tracciare conclusioni definitive.
Punti chiave:
- Espansione globale in 180 Paesi/territori in inglese
- Prenotazione ristoranti “agentica” per utenti Ultra via Labs
- Personalizzazione per utenti USA basata su cronologia e preferenze
- Nuova funzione di condivisione delle interazioni AI Mode
Immagina un’onda silenziosa che travolge l’universo delle ricerche: Google ha deciso di trasformare il tuo browser non soltanto in un’enciclopedia intelligente, ma anche in un concierge invisibile che lavora sotto il cofano. Da oggi, la “Modalità AI” (AI Mode) non è più un privilegio riservato agli Stati Uniti, al Regno Unito e all’India: sbarca in ben 180 nuovi Paesi e territori, garantendo l’accesso al suo stile conversazionale per il momento solo in inglese e senza fantasie utopiche, ma con la promessa di espandersi in altre lingue e regioni.
Ma non è solo una questione di copertura geografica: si tratta di un salto di paradigma. Con la nuova versione agentica, l’AI non ti suggerisce soltanto un ristorante, ma lo cerca, verifica la disponibilità, ti offre l’elenco migliore e ti guida verso il clic finale per prenotare. Naturalmente, dietro c’è una catena di partner OpenTable, Resy, Tock, Ticketmaster, StubHub, SeatGeek, Booksy e altri e tecnologie come Project Mariner, Knowledge Graph e Google Maps che orchestrano il tutto.
L’accesso a questa funzione “attiva” spetta,almeno per ora,a chi è abbonato al piano Ultra di Google AI (circa 249,99 $ al mese) e ha attivato l’esperimento “Agentic capabilities in AI Mode” nelle Labs statunitensi. Chi ha pagato per questo lusso digitale, insomma, può chiedere all’AI “un tavolo per quattro, venerdì sera, cucina italiana, magari all’aperto” e ricevere in un lampo una selezione di opzioni prenotabili subito.
Nel frattempo, gli utenti USA che hanno accettato di partecipare a quell’esperimento ottengono qualcosa di ancor più intrigante: una ricerca che non è più neutra, ma sfacciatamente personalizzata. L’AI scava nella tua storia quelli che hai cercato o su cui hai fatto clic in Ricerca e Maps, le conversazioni avute con lei e propone opzioni che sembrano pensate apposta per te: chiede un pranzo veloce e ti ritorna un bistrot italiano con tavoli all’aperto, perché “ti piace così”.
Aggiungi un tocco collaborativo: hai mai provato a mandare a un amico il risultato di una ricerca come fosse un messaggio da un assistente intimo? Ecco, ora puoi farlo con un semplice pulsante “Share”: condividi una conversazione con AI Mode,un itinerario, una lista di locali, una selezione di concerti e chi riceve il link può continuare il dialogo da dove tu l’hai interrotto. Google ti tiene lo stato, e puoi anche cancellare il link quando ti gira.
Insomma, niente proclami trionfali, ma Google sta spingendo AI Mode oltre il confine della consultazione: da enciclopedia interattiva a automa che agisce, personalizza e socializza. Un’evoluzione controllata, sofisticata e finemente calibrata,tecnica, utile, ma senza trasformismi apocalittici. Alla fine, la ricerca non resta più passiva: ora ha le gambe, e pure le scarpe comode.
Un motore di ricerca che ti parla, ti prenota e ti accompagna: quasi umano, ma senza drammi da filosofia tecnologica.


