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AWS annuncia la chiusura di DeepComposer
Il servizio di composizione musicale basato su AI sarà dismesso entro la fine del 2025
Editorial Team18 settembre 2024

 

AWS ha annunciato la chiusura definitiva di "DeepComposer", il dispositivo MIDI e servizio basato su AI per la generazione di musica, lanciato nel 2019. La chiusura del supporto è prevista per il 17 settembre 2025. Nato come strumento didattico per sviluppatori interessati all’AI generativa, DeepComposer permetteva di comporre brani utilizzando modelli preaddestrati. Nonostante l’innovazione tecnologica, il prodotto non ha raggiunto grandi consensi, anche per la limitata qualità della musica generata. Altri dispositivi AI di AWS, come DeepLens e DeepRacer, hanno subito simili sorti negli ultimi anni.

Punti chiave:

  •  DeepComposer terminerà il supporto nel 2025.
  •  È stato ideato come strumento didattico per l’AI musicale.
  •  Permetteva la composizione musicale tramite modelli generativi.
  •  Le recensioni hanno criticato la scarsa qualità musicale.

AWS ha recentemente annunciato la chiusura del progetto DeepComposer, un’iniziativa unica nel campo dell’AI generativa applicata alla musica. Lanciato nel 2019, DeepComposer era una tastiera MIDI fisica a 32 tasti e un servizio cloud destinato a sviluppatori e appassionati di machine learning. Grazie all’uso di reti neurali generative, consentiva agli utenti di comporre brani musicali partendo da semplici melodie, completate poi automaticamente dall’AI. Nonostante le potenzialità innovative, DeepComposer non è mai riuscito a raggiungere un ampio consenso, sia per le limitate capacità musicali generate dai modelli AI, sia per le difficoltà tecniche riscontrate dagli utenti nell’uso del dispositivo fisico.

AWS ha deciso di interrompere gradualmente il supporto a DeepComposer, che rimarrà attivo solo fino al 17 settembre 2025, permettendo agli utenti di esportare i dati archiviati. Questo segna la fine di un altro esperimento nel portafoglio di dispositivi AI di AWS, dopo la chiusura di progetti simili come DeepLens e il ridimensionamento di DeepRacer, che rimane operativo solo virtualmente. DeepComposer era stato inizialmente presentato come strumento per sviluppatori interessati a esplorare le potenzialità delle GAN (Generative Adversarial Networks) senza la necessità di scrivere codice, offrendo lezioni e training integrati per facilitare l’apprendimento dell’AI generativa.

Nonostante le critiche, DeepComposer aveva l’obiettivo di insegnare le basi del machine learning attraverso un’esperienza pratica e creativa, similmente a quanto AWS aveva fatto con progetti rivolti alla formazione nel campo dell’intelligenza artificiale. La tastiera, venduta al prezzo di 99 dollari, era accompagnata da un abbonamento al servizio cloud di tre mesi, ma non è riuscita a emergere come un prodotto di massa, rimanendo una curiosità per sviluppatori con interessi musicali o accademici.

La  chiusura di DeepComposer riflette la complessità nell’integrazione di AI e creatività in modo accessibile e funzionale per il grande pubblico, un’ambizione che, in questo caso, non ha raggiunto il successo sperato.

AWS continua a orientarsi verso nuove soluzioni, con prodotti più recenti come PartyRock, un playground AI per sviluppatori senza esperienza di codice.