Robotica morbida: innovazioni sorprendenti dai ricercatori di Yale | | | | Turtles AI

Robotica morbida: innovazioni sorprendenti dai ricercatori di Yale
Robot morbidi che amputano e si fondono: la nuova frontiera della robotica a Yale

Punti chiave:

  • Innovazione nella robotica morbida: amputazione e fusione dei robot per adattabilità.
  • Materiali utilizzati: schiuma termoplastica bicontinua e polimero adesivo.
  • Applicazioni: ambienti difficili e situazioni che richiedono flessibilità.
  • Importanza della collaborazione interdisciplinare per l’innovazione tecnologica.

 

I roboticisti del Faboratory dell’Università di Yale hanno fatto un significativo passo avanti nella robotica morbida, creando macchine in grado di replicare alcune delle capacità più sorprendenti degli animali e degli insetti. Utilizzando una combinazione di schiuma termoplastica bicontinua e un polimero adesivo, questi robot possono amputare autonomamente parti del loro corpo o fondersi con altri robot per superare ostacoli e adattarsi a diverse situazioni.

 

Un video dimostrativo mostra un robot quadrupede morbido che, durante il suo percorso, rimane intrappolato da una roccia che cade su una delle sue gambe posteriori. Il giunto reversibile che collega la gamba al corpo viene riscaldato con una corrente elettrica, permettendo al robot di liberarsi dell’arto e fuggire. Sebbene non venga mostrato nel video, il robot è anche in grado di riattaccare l’arto amputato.

 

In un altro video, un singolo robot strisciante non riesce a attraversare lo spazio tra due tavoli. Tuttavia, tre robot riescono a fondersi insieme utilizzando giunti riscaldati e ammorbiditi da una corrente elettrica, permettendo loro di formare un’unica unità che può superare l’ostacolo.

 

Queste capacità non sono del tutto nuove nel mondo della robotica, in particolare nella robotica modulare. Tuttavia, i sistemi esistenti che si basano su connessioni meccaniche e magneti sono intrinsecamente rigidi. L’innovazione dei ricercatori di Yale risiede nei giunti, creati con un materiale chiamato schiuma termoplastica bicontinua e un polimero adesivo. Questa combinazione consente al giunto di essere fuso e separato, per poi essere nuovamente unito.

 

Nel loro articolo, "Self-Amputating and Interfusing Machines," pubblicato su Advanced Materials, i ricercatori sostengono che le tecniche da loro sviluppate potrebbero portare a "futuri robot capaci di cambiamenti radicali di forma attraverso alterazioni di massa tramite autotomy e interfusione."

 

Questa ricerca si inserisce in un panorama più ampio di studi sulla robotica morbida e modulare, con implicazioni significative per il futuro dell’automazione e delle operazioni in ambienti difficili. I robot che possono modificare la loro struttura in risposta a circostanze mutevoli rappresentano un passo avanti verso macchine più versatili e resilienti. Questo progresso tecnologico evidenzia l’importanza della collaborazione tra diverse discipline per sviluppare soluzioni innovative che possano affrontare le sfide del mondo reale.