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Da Los Angeles all’Atlantico: una Tesla attraversa l’America guidandosi da sola
Oltre 2.700 miglia percorse senza interventi umani grazie al Full Self-Driving supervisionato, tra entusiasmo della community e reazioni dei vertici Tesla
Editorial Team2 gennaio 2026

 

 Un proprietario di Tesla ha completato un viaggio coast-to-coast negli Stati Uniti con Full Self-Driving (FSD) senza alcun intervento umano, percorrendo oltre 2.700 miglia e attirando l’attenzione e i complimenti della community e dei vertici Tesla. 

Punti chiave:

  •  Primo viaggio da costa a costa senza interventi
  •  Oltre 2.700 miglia in 2 giorni e 20 ore
  •  FSD v14.2.1.25 al 100%
  •  Festeggiamenti e reazioni sui social

C’era una volta una Tesla Model 3 grigia, carica di sogni e di chip, che ha tagliato l’America come una lama calda nel burro, da Los Angeles fino alle spiagge di Myrtle Beach, in South Carolina, percorrendo quasi 2.733 miglia senza che chi era alla guida dovesse mai intervenire manualmente: nessuna correzione, nessuna sterzata improvvisa, nessuna presa del volante al Supercharger o nei parcheggi. È l’impresa raccontata da David Moss, proprietario del veicolo equipaggiato con l’hardware AI4 e la versione di software FSD v14.2.1.25, che ha condiviso aggiornamenti e statistiche di questo viaggio coast-to-coast sui social network, mostrando come ogni singola migliaia di chilometri sia stata completata sotto il controllo del sistema di guida assistita, senza disattivazioni o richiami umani, un dato verificabile anche nei registri del tracker della comunità FSD. 

Partito dal celebre Tesla Diner di Los Angeles, Moss e il suo bolide elettrico hanno affrontato l’arteria dritta dell’Interstate, salendo e scendendo per deserti e montagne, attraversando 24 stati, cambiando paesaggi e fusi orari, fino ad arrivare sulla costa atlantica in poco meno di tre giorni: 2 giorni e 20 ore per essere precisi, secondo i post di Moss, con soste ai Supercharger incluse nel conteggio e nessuna correzione di guida, nemmeno per parcheggiare. 

La comunità Tesla, che monitora e discute ormai da anni ogni progresso del sistema di guida autonoma supervisionata, ha accolto con entusiasmo e commenti festosi questa impresa, ricordando che uno degli obiettivi promessi da Elon Musk fin da quando venne presentato l’Autopilot 2.0 era proprio la possibilità di un viaggio transcontinentale senza interventi  una promessa avanzata già nel 2016 e che ora, con questa performance concreta, ha trovato finalmente una forma compiuta nel racconto di un appassionato. 

Dalle reazioni pubblicate sul profilo ufficiale di Tesla North America a X a quelle di dirigenti come Ashok Elluswamy, vicepresidente per il software d’AI, gli applausi non sono mancati: «la prima guida coast-to-coast completamente autonoma al mondo» è stata definita così da uno dei vertici dell’azienda, mentre Musk stesso ha risposto con un semplice “cool” al resoconto di Moss. 

I dati condivisi online mostrano anche che questo viaggio non è stato un evento isolato: Moss ha superato un totale di oltre 10.000 miglia consecutive senza interventi utilizzando FSD, compresi i momenti di parcheggio e ricarica, un aspetto che definisce l’affidabilità del sistema in scenari complessi e variabili. 

Tutti gli occhi ora restano puntati sulle evoluzioni future di questo tipo di software, mentre altri proprietari di Tesla continuano a testare e condividere le proprie esperienze, tra lodi, critiche e osservazioni dettagliate sui comportamenti del FSD sulle strade quotidiane.

Così, un’auto elettrica connessa alla rete e guidata da algoritmi ha scritto una pagina di storia personale  e di discussione collettiva  percorrendo il grande continente degli Stati Uniti senza che una mano umana abbia mai toccato il volante.