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ChatGPT apre il suo “salotto digitale”: ora le conversazioni diventano di gruppo
Con il lancio globale delle chat collettive, fino a venti persone possono ritrovarsi nello stesso spazio con l’AI, pianificando, creando e decidendo insieme mentre ciascuno mantiene la propria privacy intatta
Editorial Team21 novembre 2025

 


OpenAI ha avviato il rollout globale delle chat di gruppo su ChatGPT, disponibili per utenti Free, Go, Plus e Pro. Fino a 20 persone possono partecipare a una conversazione condivisa con l’assistente AI, mantenendo però riservate le proprie memorie personali.

Punti chiave:

  • Chat di gruppo ora attive per tutti gli utenti ChatGPT (Free, Go, Plus, Pro).
  • Ogni chat può contenere fino a 20 partecipanti, invitati tramite link o direttamente. 
  • ChatGPT interviene in modo contestuale, decidendo quando parlare, risponde su richiesta (menzionando “ChatGPT”), può usare emoji e foto-profilo. 
  • La privacy è garantita: la memoria personale di ogni utente non è condivisa con il gruppo, e ChatGPT non crea nuovi ricordi dalle conversazioni di gruppo. 

OpenAI ha trasformato ChatGPT  fino ad oggi compagno solitario nelle conversazioni uno-a-uno — in un vero e proprio salotto virtuale, dove fino a venti persone possono riunirsi con l’AI in uno spazio condiviso. L’idea è semplice ma ambiziosa: immagina amici che pianificano un viaggio e chiedono al chatbot di costruire un itinerario, generare una lista di cose da mettere in valigia, o confrontare destinazioni; oppure colleghi che redigono insieme un documento, scambiandosi appunti, domande, link, mentre ChatGPT sintetizza, organizza e aiuta a prendere decisioni. Anche in famiglia o con gli amici, può intervenire per scegliere un ristorante che soddisfi tutti o risolvere una disputa leggera  il tutto restando silenzioso quando basta e partecipando al momento giusto.

Per creare una chat di gruppo, basta toccare l’icona a forma di persone nell’angolo della finestra di ChatGPT, aggiungere partecipanti direttamente o condividere un link di invito, e ogni nuovo partecipante dovrà impostare un piccolo profilo (nome, username, foto) per rendere tutto più personale. Quando aggiungi qualcuno a una chat già esistente, viene creata una nuova conversazione: la vecchia resta separata, così le tue discussioni private rimangono intatte.

Dietro alle risposte dell’AI c’è il modello GPT-5.1 Auto, che sceglie in autonomia la variante più adatta al contesto e al piano dell’utente (Free, Go, Plus o Pro). Nelle chat di gruppo sono abilitate funzionalità avanzate: ricerca, caricamento di file, generazione di immagini, dettatura vocale. Importante: i limiti (rate limit) valgono solo per le risposte di ChatGPT, non per i messaggi scambiati tra le persone.

OpenAI ha anche “insegnato” a ChatGPT nuovi comportamenti sociali: sa quando è il momento di intervenire e quando è meglio restare in silenzio, può reagire con emoji, e anche fare riferimento alle foto dei profili quando richiesto, per creare immagini personalizzate o divertenti. Gli utenti possono gestire il gruppo: dare un nome al chat, aggiungere o rimuovere membri, silenziare notifiche, e persino impostare istruzioni personalizzate su come ChatGPT deve comportarsi (tono, personalità, contesto).

Sul fronte della privacy, OpenAI ha posto dei limiti precisi: la memoria personale degli utenti non viene usata nelle chat di gruppo, e ChatGPT non acquisisce nuove memorie da queste conversazioni. Inoltre, per i minorenni, è previsto un filtro automatico che riduce l’esposizione a contenuti sensibili, e i genitori possono disattivare del tutto le chat di gruppo tramite i controlli parentali.

Questo lancio segna un’evoluzione importante nell’uso dell’AI: non più solo assistente individuale, ma parte integrante di uno spazio condiviso, pensato per la collaborazione reale, il dialogo, la creatività in gruppo.