Zettascale10: il colosso di silicio con cui Oracle punta a domare l’AI | | | | Turtles AI

Zettascale10: il colosso di silicio con cui Oracle punta a domare l’AI
Tra le pianure del Texas nasce una costellazione di data center collegati come neuroni: 800.000 GPU Nvidia e fino a 16 zettaFLOPS di potenza per il cluster distribuito che promette di spingere l’AI oltre ogni frontiera di calcolo
Editorial Team17 ottobre 2025

 


Oracle ha presentato Zettascale10, un cluster di supercomputer “ai servizi dell’IA” in grado di collegare fino a 800.000 GPU con un’architettura distribuita: la potenza massima dichiarata è di 16 zettaFLOPS in FP4, gestita tramite rete Acceleron RoCE.

Punti chiave:

  • Zettascale10 è un’infrastruttura multirack distribuita che collega GPU su più campus in raggio di 2 km.
  • Il numero di 16 zettaFLOPS è calcolato su operazioni in virgola mobile a 4 bit (FP4).
  • La connettività interna usa tecnologia RoCE custom (Oracle Acceleron) per ridurre latenza.
  • Il cluster sarà operativo nella seconda metà del 2026 e farà parte del progetto Stargate con OpenAI.

Nel mondo dell’alta elaborazione, l’annuncio di Oracle sembra essere un sogno che si fa arrampicata nel cielo dell’AI: Zettascale10 promette di unire centinaia di migliaia di GPU in un unico organismo cibernetico. L’idea è tanto ambiziosa quanto particolare: anziché puntare sulle tradizionali operazioni FP64, Oracle calcola la sua massima potenza  ben 16 zettaFLOPS  utilizzando operazioni in FP4, ovvero valori a virgola mobile su 4 bit, sufficienti in molti casi per le reti neurali più leggere o per l’inferenza, ma non comparabili ai benchmark classici dei supercomputer. 

In concreto, Zettascale10 non è una singola “cattedrale del calcolo”, ma una costellazione: cluster distribuiti attorno al sito principale di Abilene, Texas, entro un perimetro di circa 2 chilometri, per mantenere il più possibile bassa la latenza di scambio tra GPU vicine.  Il flagship si chiama Stargate, co-gestito con OpenAI, e la prima versione pienamente operativa dovrebbe impiegare circa 800.000 GPU Nvidia (modello Blackwell) e richiedere consumi nell’ordine di diversi gigawatt. 

Il “trucco” per raggiungere numeri tanto vertiginosi è la somma lineare della potenza di ciascuna GPU su FP4 (circa 20 petaflop ciascuna) – e in condizioni teoriche di scalabilità perfetta Oracle suggerisce che si potrebbe arrivare fino a 32 exaFLOPS nel caso si utilizzino operazioni a precisione più elevata. (heise online) Tuttavia, nella pratica, la latenza interna, le perdite di banda, la comunicazione remota tra GPU e i colli di bottiglia nella gestione della memoria potranno erodere in misura significativa questi numeri ideali.

Per mitigare queste inefficienze, Oracle ha sviluppato la rete Acceleron RoCE, un’architettura di networking che sfrutta il RDMA su Ethernet convergente (RoCE), permettendo alle GPU di accedere a memoria remota senza passare per i server host.  La rete interna è sostenuta da switch Ethernet e da tecnologie Nvidia (Spectrum-X, BlueField, SN5000), mentre le interconnessioni superiori tra campus usano soluzioni Ethernet tradizionali. 

Non che Oracle si fermi all’alleanza con Nvidia: in parallelo è stata annunciata l’espansione della collaborazione con AMD, che fornirà 50.000 GPU Instinct MI450 a partire dal terzo trimestre del 2026, utilizzando i rack “Helios” progettati da AMD (72 GPU per rack, con memoria HBM4 e banda dati molto elevata).  Questo significa che, pur mantenendo la partnership Nvidia per la componente principale, Oracle intende offrire cluster AI pubblici con configurazioni differenti e valutare l’evoluzione hardware in parallelo.

L’offerta Zettascale10 sarà messa in commercio nella seconda metà del 2026 e Oracle ha già aperto la possibilità di ordini per cluster multi-gigawatt con 800.000 GPU.  In più, con l’adozione del modello distribuito di cloud (distribuited cloud) e con licenze software AI flessibili, Oracle intende consentire ai clienti di dispiegare modelli anche in ambienti differenti con piena sovranità dei dati. 

La promessa di potenza è vertiginosa, ma non priva di sfide. Il confronto con i supercomputer “tradizionali” è parzialmente sbilanciato: i benchmark Top500 usano operazioni a 64 bit (FP64), mentre Zettascale10 gioca su precisioni basse usate in AI. Le applicazioni reali  dall’addestramento di modelli di grandi dimensioni all’ottimizzazione dell’inferenza  dovranno dimostrare la capacità di sfruttare questa scala con latenza e banda sotto controllo. È una scommessa tecnica e architetturale, ma l’orizzonte che Oracle disegna è ambizioso: trasformare la nuvola in un cervello collettivo GPU.

 Zettascale10 rappresenta una mossa coraggiosa nel panorama dell’AI infrastrutturale: se funzionerà come progettato, potrà ridefinire i limiti praticabili della scalabilità nei modelli di AI