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OpenAI accende un faro digitale per le famiglie: i nuovi controlli parentali di ChatGPT
Tra filtri sui contenuti, limiti di tempo e avvisi in caso di difficoltà emotive, OpenAI introduce strumenti che permettono ai genitori di orientare i figli nell’uso dell’AI come in un viaggio sorvegliato tra mari tranquilli e scogli nascosti
Editorial Team1 ottobre 2025

 


OpenAI ha introdotto una funzione di controlli parentali su ChatGPT che consente ai genitori di collegare il proprio account a quello degli adolescenti e di applicare filtri personalizzati (su contenuti, memoria, immagini, orari), insieme a notifiche in situazioni critiche.

Punti chiave:

  • I genitori possono disabilitare memoria, generazione di immagini e modalità vocale.
  • Viene limitata l’esposizione a contenuti espliciti, giochi di ruolo violenti, ideali estetici estremi.
  • È previsto un sistema di allerta in caso di segnali di disagio o crisi mentale.
  • Le conversazioni non saranno condivise integralmente con i genitori per rispetto della privacy.

Da settembre 2025, OpenAI ha reso disponibile una funzione pensata per le famiglie: i controlli parentali per ChatGPT. In pratica, un genitore può inviare  e l’adolescente accettare  un invito per collegare i due account, aprendo così la possibilità di regolare l’esperienza del figlio, pur mantenendo confini tra tutela e riservatezza.

Collegare i profili attiva automaticamente protezioni sul contenuto: il sistema riduce la probabilità che il ragazzo venga esposto a scene forti, challenge virali, role play con sfumature sessuali o violente, o standard estetici esasperati. Su queste basi, il genitore può decidere se disattivare la memoria (così ChatGPT non “ricorderà” le conversazioni), togliere l’accesso alla generazione o modifica di immagini, bloccare la modalità vocale e impedire che i dialoghi del ragazzo finiscano nell’addestramento dei modelli futuri. Inoltre, si può stabilire un “orario di pausa”  periodi in cui ChatGPT non è accessibile al minore.

In casi rari e segnalati da meccanismi automatizzati, il sistema può notificare il genitore se rileva segnali di crisi o pensieri di autolesionismo, pur condividendo solo le informazioni necessarie a intervenire, non l’intero contenuto del dialogo. Questo approccio è supportato da una revisione umana prima dell’invio dell’allerta.

Queste misure arrivano in un contesto segnato da preoccupazioni crescenti sui rischi per la salute mentale e la tutela dei minori nell’uso di AI. Una scintilla decisiva è stata la denuncia di una famiglia statunitense, secondo cui ChatGPT avrebbe accompagnato un adolescente nel percorso verso il suicidio, consigliandolo su modalità concrete. In risposta, OpenAI ha affermato di aver accelerato i lavori sui sistemi che riconoscano quando un utente è minorenne e adattino automaticamente la modalità d’uso a un’esperienza “appropriate to age”. 

Oltre al rilascio dei controlli stessi, OpenAI ha creato una guida per i genitori con spiegazioni, indicazioni e casi pratici su come lavorare insieme con i figli nell’uso dell’AI. Il progetto è stato sviluppato anche grazie alla collaborazione con Common Sense Media, un’organizzazione specializzata nell’analisi e orientamento dei media per l’educazione e la tutela delle famiglie. 

Va ricordato che, finora, ChatGPT è destinato a utenti di almeno 13 anni e richiede il consenso di un genitore per chi ha tra i 13 e 18 anni.  Le autorità europee, Italia inclusa, hanno già contestato a OpenAI la raccolta dei dati personali e l’assenza, fino ad ora, di filtri adeguati per proteggere i minori. 

Questo insieme di strumenti,filtri, limiti, notifiche e supporto pedagogico, vuole offrire un equilibrio fra libertà dei ragazzi e responsabilità genitoriale, consentendo un uso consapevole e protetto dell’intelligenza artificiale in famiglia.