Apple e Intel, scintille di silicio: la Mela potrebbe tornare nel cuore dei chip americani | | | | Turtles AI
Intel avrebbe avviato colloqui esplorativi con Apple per ottenere un possibile investimento, nell’ambito di un più ampio piano di rilancio. Le due aziende avrebbero anche discusso una maggiore cooperazione, ma l’intesa non è affatto garantita. Il titolo Intel ha reagito con una forte crescita.
Punti chiave:
- Intel avrebbe chiesto ad Apple di investire nel suo capitale, secondo Bloomberg.
- Le trattative sarebbero a uno stadio preliminare e potrebbero non sfociare in un accordo.
- L’operazione seguirebbe l’investimento da 5 miliardi di USD di Nvidia e 2 miliardi di SoftBank.
- Un coinvolgimento di Apple potrebbe ridurre la sua dipendenza da TSMC e rinsaldare un’alleanza strategica.
Nel panorama incerto dei semiconduttori, Intel torna a guardare a un vecchio e al tempo stesso potenziale alleato: Apple. A quanto riferisce Bloomberg citando fonti informate, il produttore dei chip avrebbe fatto pervenire all’azienda di Cupertino una proposta preliminare per un investimento, proponendo altresì l’idea di un’intesa più stretta. Le conversazioni, stando all’articolo, sarebbero in una fase embrionale e non vi è certezza sul fatto che possano concretizzarsi in un’intesa vincolante.
Per Intel, giunta in un momento critico dopo anni di difficoltà competitive nell’era dell’AI, ogni segnale di fiducia conta: recentemente ha incassato un investimento da 5 miliardi di dollari da parte di Nvidia che ha acquisito una quota stimata del 4 % pur escludendo l’utilizzo del proprio ramo di fonderia per produrre chip destinati a Nvidia. Inoltre, SoftBank ha inserito nel capitale altri 2 miliardi di dollari, mentre il governo statunitense ha assunto una partecipazione di quasi il 10 %, con l’obiettivo di sostenere investimenti in fabbriche e infrastrutture nazionali.
Il mercato ha reagito con entusiasmo: le azioni Intel hanno chiuso in rialzo del 6 % in seguito alla diffusione della notizia, mentre nelle contrattazioni successive il titolo ha mantenuto terreno positivo. La prospettiva che Apple possa rientrare nell’equity, anche solo come sostenitore finanziario, viene interpretata come un voto di fiducia nei piani di risanamento di Intel.
Apple e Intel vantano un passato condiviso: Intel forniva processori per i Mac fino a quando, a partire dal 2020, Apple non ha deciso di passare ai propri chip (basati su architettura ARM). Nonostante ciò, secondo quanto riportato da Bloomberg, anche se l’eventuale investimento andasse in porto, Apple probabilmente non tornerebbe a utilizzare i chip Intel nei suoi prodotti, mantenendo la propria attuale catena di fornitura. Sul fronte dell’approvvigionamento, Apple fa oggi molto affidamento su TSMC per la produzione dei suoi chip: un’alleanza con Intel le offrirebbe però una possibile via di diversificazione, un’arma preziosa in periodi di tensione geopolitica soprattutto nel contesto taiwanese.
Va precisato che queste inchieste coinvolgono più interlocutori: Intel avrebbe sondato non solo Apple ma anche altre società per investimenti e collaborazioni complementari. Le fonti citate insistentemente sottolineano che gli scambi sono privati, che né Intel né Apple hanno rilasciato commenti ufficiali e che non è detto che le conversazioni sistemiche portino a un’intesa definitiva. Tra le sfide pratiche che una simile operazione dovrebbe affrontare ci sarebbe la valutazione del contributo tecnologico di ciascuna parte, la resa dei progetti comuni, e la compatibilità dei modelli produttivi.
In questo crocevia, Intel si aggrappa a ogni possibilità per tornare a contare: una proposta ancora remota da parte di Apple darebbe ulteriore spinta simbolica, e non solo finanziaria, al tentativo di resurrezione.
E se anche l’accordo non vedesse la luce, la semplice prospettiva rafforza il clima intorno al titolo.


