Huawei intreccia migliaia di chip in una sola mente artificiale mentre la Cina chiude le porte a Nvidia | | | | Turtles AI
Huawei ha presentato all’Huawei Connect 2025 i nuovi sistemi SuperPoD Interconnect basati sui chip Ascend 950 e 960, capaci di collegare fino a 15 000 unità, in contemporanea con il divieto cinese di acquistare Nvidia (RTX Pro 6000D).
Punti chiave:
- SuperPoD Interconnect unisce fino a 15 000 GPU Ascend in macchine logiche singole.
- Nuovi sistemi Atlas 950 e 960 SuperPoD e SuperCluster pianificati fino al 2027.
- Il divieto cinese riguarda Nvidia RTX Pro 6000D e ordini precedenti.
- Il contesto sancisce l’accelerazione dell’autosufficienza tecnologica cinese nel calcolo AI.
Huawei, durante l’apertura dell’evento Huawei Connect tenutosi il 18 settembre 2025 a Shanghai, ha svelato una nuova infrastruttura per l’AI denominata SuperPoD Interconnect, progettata per collegare fino a 15 000 card Ascend e potenziare drasticamente la capacità di calcolo del gruppo. Il discorso del presidente rotante Eric Xu ha messo in luce come tale rete converga decine di migliaia di processori NPUs Ascend in una singola entità logica, consentendo operazioni di training e inferenza AI su scala colossale.
Nel dettaglio, Huawei ha annunciato i modelli Atlas 950 SuperPoD (8 192 Ascend 950 DT NPUs, prestazioni sino a 8 EFLOPS FP8, 16 PB/s interconnect, oltre 1 152 TB di memoria) previsti per il quarto trimestre 2026, e Atlas 960 SuperPoD (15 488 NPUs, 30 EFLOPS FP8, 34 PB/s, 4 460 TB) programmato per fine 2027. In aggiunta Xu ha presentato SuperCluster composti da più SuperPoD: la serie 950 conterà oltre mezzo milione di NPUs, la 960 supererà il milione, costruendo così infrastrutture informatiche senza precedenti.
Contemporaneamente, solo un giorno prima dell’annuncio Huawei, le autorità cinesi hanno imposto alle imprese tecnologiche nazionali il divieto di acquistare output Nvidia, in particolare il modello RTX Pro 6000D, e di cancellare ordini precedenti, incluse aziende come Alibaba e ByteDance, per ridurre la dipendenza da chip statunitensi e favorire soluzioni interne. Il provvedimento segue l’indagine antitrust che ha accusato Nvidia di aver violato le normative cinesi acquistando Mellanox (2020).
Il contesto geopolitico segnato da tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti è stato sottolineato dal CEO di Nvidia, Jensen Huang, che ha definito “deludente” il divieto e ha ribadito la volontà di cooperare, pur riconoscendo che “il mercato cinese è vitale” e intensamente competitivo. Altri osservatori suggeriscono che le autorità cinesi stiano sempre più puntando su una pluralità di attori interni (come Huawei, Alibaba, Biren) per realizzare l’obiettivo di autosufficienza tecnologica entro il 2027.
In questo stesso scenario Huawei contestualizza il suo movimento: il SuperPoD Interconnect rappresenta non solo un salto tecnologico, ma anche una risposta strutturale alla crescente impossibilità di accedere all’hardware occidentale. La piattaforma, insieme alla standardizzazione del protocollo UnifiedBus (aperto ai partner e all’ecosistema), apre l’orizzonte a un’interconnessione di massa tra chip e sistemi AI domestici, supportando open-source software e hardware per l’innovazione condivisa.
L’architettura Huawei si configura come alternativa competente: anche se singoli chip Ascend non raggiungono le performance dei modelli Nvidia, la capacità di raggrupparli in grandi cluster interconnessi compensa il gap e permette alla Cina di scalare rapidamente la potenza di calcolo AI necessaria per applicazioni complesse, modelli linguistici su larga scala e infrastrutture cloud.
La mossa di Huawei si interseca dunque con una strategia nazionale più ampia: ridurre la dipendenza da fornitori esteri, accelerare lo sviluppo interno di semiconduttori, e affermare che i chip domestici hanno ormai performance comparabili ai prodotti Nvidia censurati dal continente asiatico.
Huawei ha lanciato al CONNECT una potente infrastruttura AI basata su un nuovo interconnect e su super cluster Ascend proprio quando la Cina ha bloccato Nvidia, offrendo così una risposta ingegneristica e strategica alle nuove circostanze.


