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Intel accende i motori dell’AI: il 14A nasce già in compagnia dei clienti
Dal palco della Goldman Sachs Conference, John Pitzer racconta la nuova rotta di Lip-Bu Tan: un Foundry che punta al pareggio entro il 2027 e un nodo 14A costruito a quattro mani con partner strategici
Editorial Team9 settembre 2025

 

La strategia AI di Intel, presentata da John Pitzer alla conferenza Goldman Sachs, ruota su un approccio collaborativo con i clienti fin dall’inizio dello sviluppo del nodo 14A, puntando al pareggio del Foundry entro fine 2027.

Punti chiave:

  •  Pitzer evidenzia il coinvolgimento precoce di clienti esterni nella definizione del nodo 14A.
  •  Intel mira al break-even dell’unità Foundry nel 2027 senza contare su grosse vendite esterne.
  •  Tan ha imposto “niente assegni in bianco”: i nuovi investimenti sono vincolati a impegni reali di volumi.
  •  Il nodo 14A rischia di essere sospeso se mancano clienti esterni significativi e milestone di sviluppo.

Alla conferenza Communacopia + Technology di Goldman Sachs, John Pitzer, vicepresidente della Pianificazione Aziendale e Relazioni con gli Investitori, ha tracciato il profilo della nuova Intel guidata dall’amministratore delegato Lip-Bu Tan. Pitzer ha descritto in tono fluido ma tecnico l’evoluzione dell’approccio della società al nodo 14A. Diversamente dal passato, dove Intel sviluppava le roadmap process node in modo interno e coinvolgeva clienti esterni solo nella fase di sviluppo, stavolta fin dalla definizione preliminare – la cosiddetta fase “definitional”  l’azienda ha aperto tavolo di lavoro con partner esterni, raccogliendo feedback già nella primissima fase, per allineare sin da subito il design e le scelte tecnologiche alle esigenze del mercato.

Questo cambio di paradigma è indispensabile soprattutto alla luce dei costi elevati del 14A: il processo utilizza la litografia High-NA EUV e componenti come RibbonFET 2 e PowerDirect, che, insieme al costo delle attrezzature, rendono il nodo più costoso rispetto al precedente 18A. Intel è consapevole che senza volumi esterni consistenti, l’investimento nel 14A rischia di non essere sostenibile dal punto di vista economico. Pitzer ha quindi ricordato che la strategia di Tan prevede che non verranno stanziati nuovi capitali finché non arrivano impegni concreti da parte di clienti esterni e milestone tecniche soddisfacenti.

Il vicepresidente ha poi spiegato come l’unità Foundry sia indirizzata verso un obiettivo di pareggio operativo entro il 2027, stimato su un’operatività stabile senza necessariamente raggiungere ricavi massicci da clienti esterni: l’elemento chiave sarà la produzione di volumi anche per i prodotti Intel interni tramite tecnologia 18A, che permetterà di accumulare carichi produttivi e margini sufficienti per coprire i costi.

Pitzer non ha tracciato scenari futuri o conclusivi, ma ha voluto sottolineare come l’approccio engineering-oriented, la cultura organizzativa snella e l’interazione precoce con partner esterni rappresentino gli elementi cardine su cui si fonda la nuova fase decisa da Tan. La strategia si articola su più fronti: rinnovamento della ricerca e sviluppo, contenimento del debito grazie a operazioni come la vendita di Mobileye e l’accordo Altera-Silver Lake, e soprattutto un atteggiamento finalmente governato da “disciplina finanziaria” anziché da investimenti sperimentali senza garanzie.

 Pitzer ha dipinto una Intel meno impulsiva e più attenta ai segnali del mercato, dove il nodo 14A è concepito come un prodotto co-sviluppato con clienti strategici, e dove il Foundry punta a una separazione operativa e contabile che garantisca sostenibilità e potenziale valore per gli stakeholder.