Gli occhiali che registrano e non dimenticano: il sogno indiscreto di due ex di Harvard | | | | Turtles AI
Due ex studenti di Harvard lanciano Halo X, occhiali “sempre attivi” con AI che ascoltano, trascrivono e mostrano risposte in tempo reale, senza alcun indicatore di registrazione esterno, sollevando preoccupazioni legali e etiche sulla privacy.
Punti chiave:
- Gli occhiali registrano ogni parola, trascrive e poi elimina l’audio.
- Prezzo di pre-ordine: 249 USD; finanziamento raccolto: 1 milione.
- Assenza di segnale visivo esterno di registrazione come nei modelli Meta.
- Privacy advocates avvertono contro la normalizzazione dei dispositivi “always-on”.
In un racconto che somiglia più a una fiaba futuristica che a un lancio commerciale, due laureandi mancati di Harvard, AnhPhu Nguyen e Caine Ardayfio, mettono in commercio Halo X, occhiali AI “sempre attivi” che ascoltano, registrano e trascrivono ogni parola degli interlocutori, per mostrare all’utente risposte, definizioni, addirittura la potenza di 37 alla terza, direttamente sulle lenti.Dietro alla promessa di diventare “super-intelligenti” appena li si indossa, si cela una narrativa che affonda nel potere dell’instant memory: gli occhiali, spiegano i creatori, conferiscono una “memoria infinita".
L’avventura è già finanziata: 1 milione di dollari raccolti grazie a Pillar VC e altri investitori, con il prezzo fissato a 249 dollari e i pre-ordini aperti da mercoledì 20 agosto 2025. I due, emigrati nella Bay Area dentro una versione hacker-hostel della Silicon Valley, giocano il ruolo degli outsider, pronti a raccogliere ciò che colossi come Meta esitano a mostrare per timore delle ripercussioni legate alla privacy.
Il cuore della questione è quello che manca in Halo X: non c’è alcuna spia luminosa esterna che avvisi gli altri di essere registrati, a differenza degli occhiali intelligenti di Meta. Gli occhiali, “discreti come normali”, ascoltano ogni conversazione, la trascrivono e solo successivamente cancellano l’audio.
La direttrice della sicurezza informatica dell’Electronic Frontier Foundation, Eva Galperin, osserva che dispositivi di registrazione piccoli e invisibili non sono una novità, ma l’“always-on”, normalizzato, può erodere le aspettative di privacy che permeano gli spazi pubblici. In alcuni stati USA, registrare senza il consenso di tutte le parti è illegale; i fondatori dichiarano di lasciare questo onere ai clienti. Inoltre, sorge chiaramente la domanda: dove finiscono queste trascrizioni? Chi può accedervi? Galperin ribadisce la sua preoccupazione.
Nguyen rassicura spiegando che la trascrizione avviene tramite Soniox, che afferma di non conservare registrazioni; il sistema finale sarà crittografato end-to-end e puntano a conformità SOC 2, ma nessuna prova né tempistica chiara è stata fornita.
Il duo ha già calcato i palcoscenici della controversia: da Harvard avevano sviluppato I-XRAY, un sistema che aggiungeva riconoscimento facciale segreto agli occhiali Ray Ban Meta, testato su passanti ignari, in grado di estrarre informazioni personali in pochi secondi; un potenziale stalking in diretta. Nguyen stesso ammetteva: “Uno potrebbe semplicemente trovare l’indirizzo di casa di una ragazza sul treno e seguirla a casa”. Oggi però affermano che Halo X non ha fotocamera, solo display e microfono, anche se valutano l’aggiunta in futuro.
Dal punto di vista hardware, Halo X è leggero ma poco più che un’estensione del smartphone: gli occhiali delegano elaborazione e internet al telefono, grazie a Google Gemini (per calcoli e ragionamento) e Perplexity (per il web crawling). In un’intervista TechCrunch hanno non metaforicamente ammesso di non sapere quando uscirà la quarta stagione di «The Witcher», anche se indicano il secondo semestre del 2025 come probabile.
In definitiva, usano una narrazione che mescola hacking da dormitorio, tech-fantasy e fiducia pre-vendita, dipingendo un dispositivo che promette “essere super intelligenti” solo a chi vi ripone completa fiducia.


