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GPT-6, il taccuino segreto di Sam Altman
Dal lancio zoppicante di GPT-5 alla promessa di un assistente che ti conosce meglio di un amico smemorato: memoria persistente, tono su misura e neutralità a comando, con la privacy che resta l’ospite inquieto alla tavola dell’AI
Editorial Team19 agosto 2025

 


Sam Altman, dopo un lancio controverso di GPT-5, anticipa un GPS-6 che ricorderà abitudini, tono e gusti degli utenti, grazie a una "memoria avanzata" plasmata anche con psicologi; ma permane l’incubo privacy e l’urgenza di personalizzazione neutrale.

Punti chiave:

  • GPT-6 sarà dotato di memoria a lungo termine per adattarsi davvero all’utente.
  • OpenAI collabora con psicologi per modellare l’esperienza e monitorare il benessere incluso il tono.
  • Persistono forti preoccupazioni circa la privacy, soprattutto per la memoria non crittografata.
  • Il modello sarà ideologicamente neutrale di default, ma personalizzabile su richiesta.

 

Sam Altman, come un prestigiatore che scopre il coniglio dal cilindro dopo un lancio un po’ traballante di GPT-5, annuncia che GPT-6 sarà il modello con cui l’AI scende davvero a cena da te, piuttosto che rispondere al volo: dotato di una “memoria avanzata”, manterrà tracce delle tue preferenze, del tuo stile e di quelle piccole idiosincrasie che ti rendono te, trasformando ogni interazione in una sinfonia che riprende esattamente dove l’hai interrotta; del resto, come già ha ricordato altrove, la memoria è la caratteristica che lo ha maggiormente colpito nel 2025, anche se per adesso viaggia su un binario non ancora blindato, perché quei dati sensibili non sono crittografati e questo, lo ammette lui stesso, costituisce un rischio serio. Non manca nemmeno una spruzzata di psicologia: il modello, per dire, non si limita a registrare dati ciechi, ma li misura e calibra assieme a psicologi per seguire il vostro umore nel tempo, anche se questi studi restano riservati. E siccome viviamo nell’epoca della polarizzazione, GPT-6 sarà per impostazione predefinita una sveglia “centrale”, ma aprirà la porta a trasformarsi in super-woke o super-conservatore, se lo chiede l’utente. Altman, pur scusandosi per i sobbalzi di tono di GPT-5 e accogliendo il rientro di GPT-4o su pressione degli utenti, sembra già con lo sguardo rivolto avanti, a un assistente che anticipa la tua domanda senza che tu la scriva. Nel frattempo, però, resta il nodo: quanto si può personalizzare senza cedere al Grande Fratello? E come si calibrano quei baci della memoria senza far scivolare tutto in un erotismo tecnologico poco etico?

Sam lo descrive con ironica franchezza e una certa trepidazione, come se stesse progettando un’amicizia artificiale che non vorrebbe mai dover disinstallare.