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Adobe Firefly lancia la generazione video AI
Nuove funzionalità per creare e modificare contenuti video in modo più efficiente per i professionisti del settore
Editorial Team15 ottobre 2024

 

 Adobe ha presentato nuove funzionalità di generazione video tramite il suo strumento Firefly, permettendo agli utenti di sperimentare con video creati dall’AI. Con l’obiettivo di semplificare i flussi di lavoro esistenti, Firefly si distingue per la sua capacità di estendere clip video e generare contenuti animati e fotorealistici.

Punti chiave:

  •  Introduzione della generazione video in Firefly, disponibile sul sito Adobe e nell’app beta di Premiere Pro.
  •  Funzionalità Generative Extend consente di prolungare clip video esistenti, mantenendo coerenza nel movimento.
  •  Adobe punta a creare contenuti "commercialmente sicuri", evitando materiali problematici.
  •  La società invita i creativi a vedere l’AI come un’opportunità per ampliare le loro capacità.

Adobe ha recentemente ampliato la propria offerta con il lancio di funzionalità di generazione video all’interno della piattaforma Firefly. Questa innovazione è accessibile agli utenti attraverso il sito ufficiale di Adobe e nell’app beta di Premiere Pro. Gli utenti possono ora testare la capacità di Firefly di generare brevi video tramite due modelli: text-to-video e image-to-video, entrambi capaci di produrre clip fino a cinque secondi. Mentre la beta del sito è gratuita, si prevede che le performance possano essere limitate per quanto riguarda la velocità di generazione. L’azienda ha specificato che Firefly è stato addestrato per creare sia contenuti animati che video fotorealistici, in base alle istruzioni fornite dall’utente. Tra le funzionalità innovative c’è la possibilità di generare video contenenti testo, un aspetto che in passato ha rappresentato una sfida per le tecnologie di AI.

All’interno di Premiere Pro, gli utenti possono usufruire della funzionalità Generative Extend, progettata per prolungare clip video già esistenti di fino a due secondi, mantenendo il movimento della camera e l’azione dei soggetti. Anche l’audio di sottofondo verrà esteso per armonizzarsi con il video, pur non includendo la riproduzione di voci o musica per evitare problematiche legate al copyright. Dalle dimostrazioni condotte prima del lancio, la Generative Extend ha mostrato risultati più efficaci rispetto ai modelli di generazione video basati su testo e immagine, rivelandosi particolarmente utile per i video editor.

Inoltre, Adobe ha cercato di rispondere alle preoccupazioni dei creativi riguardo all’uso dell’AI nel loro lavoro. I dirigenti dell’azienda hanno sottolineato che l’obiettivo principale è quello di supportare i professionisti nell’espansione delle loro risorse e nella creazione di varianti piuttosto che sostituire il lavoro creativo tradizionale. Alexandru Costin, vicepresidente di Adobe per l’AI generativa, ha affermato che gli strumenti di AI possono aumentare la domanda di contenuti personalizzati, consentendo agli artisti di produrre più opere senza compromettere la qualità.

Per incentivare l’uso della tecnologia, Adobe ha deciso di compensare fotografi e artisti per il materiale inviato, che servirà ad addestrare il modello Firefly. Questo approccio mira a garantire che le risorse utilizzate siano autentiche e creative. Nonostante l’introduzione di questi strumenti, esiste una certa apprensione tra i professionisti creativi riguardo all’influenza dell’AI sulla loro professione. Tuttavia, Costin ha invitato i creativi a considerare come le innovazioni passate, come l’editoria digitale, abbiano migliorato il loro lavoro piuttosto che sostituirlo.Per quanto riguarda l’originalità dei contenuti generati, Firefly è stato progettato per evitare la creazione di media potenzialmente problematici, escludendo contenuti come violenza, nudità e materiali protetti da copyright. Questa cautela si riflette nella volontà di garantire che il contenuto generato rimanga conforme agli standard commerciali. Infine, i video generati con Firefly porteranno una filigrana nei metadati per identificare l’origine del contenuto, mentre non verranno applicate etichette visibili per il pubblico.


  Con l’arrivo di queste nuove funzionalità, Adobe dimostra un impegno a integrare l’AI nei processi creativi, affrontando al contempo le preoccupazioni dei professionisti del settore.

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