Groq punta a una nuova raccolta fondi da 600 milioni con valutazione da 6 miliardi | | | | Turtles AI
La startup statunitense Groq è in trattativa per un nuovo round da circa 600 milioni di dollari a una valutazione prossima ai 6 miliardi. L’operazione è guidata da Disruptive, anche se i termini non sono ancora definitivi.
Punti chiave:
- In discussione un round da ~600 milioni di USD con valutazione intorno a 6 miliardi USD.
- Disruptive (A‑US) ha già impegnato oltre 300 milioni nel round in corso.
- Nell’agosto 2024 raccolse 640 milioni a una valutazione di 2,8 miliardi USD.
- Recenti accordi con Bell Canada e Meta rafforzano la sua presenza nell’AI inference.
Groq Inc., startup fondata nel 2016 da ex ingegneri di Google guidati da Jonathan Ross (co‑sviluppatore del chip TPU), è in avanzate negoziazioni per un finanziamento di circa 600 milioni di dollari che porterebbe la sua valutazione a circa 6 miliardi di USD, secondo fonti citate da Bloomberg. A condurre il round è la società di venture capital Disruptive di Austin, che ha già impegnato oltre 300 milioni. L’intesa resta provvisoria e i termini potrebbero variare prima della chiusura.
Nel precedente round, tenutosi nell’agosto 2024, Groq ha raccolto 640 milioni valorizzando la società 2,8 miliardi di dollari, con BlackRock Private Equity Partners a capo e la partecipazione di Neuberger Berman, Type One Ventures, Cisco Investments, KDDI e il Samsung Catalyst Fund. Complessivamente, il capitale raccolto dalla startup supera ora il miliardo di dollari, contando anche round precedenti, tra cui uno da circa 300 milioni nel 2021 che ha elevato Groq allo status di “unicorno” (valore oltre 1 miliardo USD).
Nel corso del 2025 Groq ha stretto due collaborazioni strategiche di rilievo: a maggio un accordo esclusivo con Bell Canada per sostenere un progetto infrastrutturale di largo respiro nell’AI; e ad aprile un’intesa con Meta per mettere a disposizione una propria infrastruttura di accelerazione del modello Llama 4, destinata a potenziare le capacità di inferenza. Inoltre, Groq ha reso noto di aver ottenuto un impegno da 1,5 miliardi di dollari dal governo dell’Arabia Saudita, finalizzato all’espansione della fornitura dei suoi chip AI, accordo che dovrebbe generare circa 500 milioni di entrate nel 2025.
Fondata con un approccio discreto, Groq è stata creata da tecnici ex‑Google attivi nella definizione dell’architettura TPU. Oggi sviluppa linguaggi hardware proprietari (noti come Language Processing Unit, LPU), capaci di eseguire grandi modelli di AI in modalità deterministica e a elevata velocità, con prestazioni dimostrate su modelli come Llama 2‑70B, Mixtral e Gemma con throughput elevati e bassa latenza.
Il nuovo round in discussione, se perfezionato secondo le fonti, segnerebbe un raddoppio della valutazione da agosto 2024 a luglio 2025, in meno di un anno, e consoliderebbe il posizionamento di Groq nel panorama emergente dei chip AI ottimizzati per inferenza. Complessivamente, l’interesse è alto, ma l’accordo non è ancora definito e gli investitori e la startup mantengono riserbo.
Resta da seguire l’evoluzione delle trattative che potrebbero ridefinire i margini di Groq nel mercato globale dei chip AI.


