Tesla accende i riflettori su Austin: debutta il robotaxi tra entusiasmo e primi intoppi | Festina Lente - Notizie, recensioni e approfondimenti sull’intelligenza artificiale | Turtles AI
Tesla ha avviato oggi a Austin un servizio pilota di robotaxi con una flotta di 10–20 Model Y, operante dalle 6:00 a mezzanotte, monitorata da teleoperatori e da un addetto sul sedile passeggero.
Punti chiave:
- Tariffa fissa di 4,20 $ per corsa all’interno di un’area geofenced.
- Presenza di un operatore a bordo e di teleoperatori remoti per interventi di emergenza.
- Clip mostra il veicolo che tenta più volte di sterzare nella corsia opposta (wrong lane).
- Si confronta con Waymo (livello 4, sensori LiDAR) mentre Tesla punta su visione basata su telecamere e rete neurale.
Tesla ha inaugurato ieri (22 giugno 2025) il suo servizio robotaxi a Austin con una flotta di circa 10–20 Model Y, disponibile tramite un’app dedicata dalle 6:00 a mezzanotte, su una zona delimitata nella parte sud della città. Le corse costano 4,20 $ a tratta e richiedono passeggeri maggiorenni. All’interno dei veicoli, un dipendente Tesla occupa il sedile anteriore per intervenire manualmente in caso di necessità, mentre dietro le quinte un team di teleoperatori monitora costantemente ogni viaggio.
Il lancio ha generato entusiasmo tra alcuni influencer e investitori, ma non sono mancati segnali di criticità. Una clip virale di 12 secondi, girata dal podcaster Rob Maurer, mostra il robotaxi mentre tenta ripetutamente di sterzare nella corsia opposta, correggendo la traiettoria grazie al controllo remoto o all’intervento del sistema FSD. In un’altra clip sono visibili passaggi a velocità superiore al limite e deviazioni tra linee gialle doppie. Questi episodi hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza delle tecnologie di guida autonomo di livello 2 di Tesla, accusate dagli scettici di non rispettare i livelli minimi di sicurezza stradale.
Nel frattempo, Waymo continua ad avanzare con la sua flotta di livello 4, attiva non solo a Phoenix ma anche a Los Angeles, San Francisco e Austin, con circa 1.500 Jaguar I‑Pace equipaggiate con LiDAR, radar e telecamere a 360°, garantendo un’esperienza di guida completamente autonoma, senza operatore a bordo. Tesla, al contrario, punta su un’architettura esclusivamente basata su telecamere, addestrate per “contare i singoli fotoni” e resistenti a perturbazioni visive come abbagliamenti o nebbia, evitando però sensori LiDAR per contenere i costi.
La Casa di Elon Musk afferma di essere vicina al traguardo del “full self‑driving”, sostenendo di poter estendere presto il servizio e integrarvi il nuovo hardware AI5 entro fine 2025 per aumentare capacità e affidabilità. Tuttavia, analisti e regolatori mantengono una posizione prudente: la NHTSA sta valutando la sicurezza del sistema e il Texas ha approvato una legge da settembre che richiede permessi e piani di emergenza. Intanto, sondaggi come quelli condotti dalla Dawn Project e critiche di esperti come Dan O’Dowd sottolineano che Tesla sarebbe ancora anni indietro rispetto a Waymo.
Tesla ribadisce che per ora il sistema funziona e che il mix di camera‑based vision, AI, teleoperatori e presenze a bordo garantisce sicurezza. I viaggi iniziali sono stati definiti “fluidi” e “confortevoli” da diversi utenti. Il prezzo delle azioni Tesla ha reagito con un aumento del 8‑11 % dopo l’annuncio, benché UBS e Guggenheim suggeriscano che il potenziale robotaxi sia già scontato nei valori di mercato.
Nessuna conclusione definitiva emerge da questo avvio: il nuovo servizio robotaxi di Tesla a Austin dimostra progressi tangibili ma solleva interrogativi tecnici, regolatori e di sicurezza che richiederanno ulteriori dati e osservazione in tempi ravvicinati.


