Cina, in costruzione una rete di super data center con chip NVIDIA nonostante i divieti USA | | | | Turtles AI

Cina, in costruzione una rete di super data center con chip NVIDIA nonostante i divieti USA
Prevista l’installazione di oltre 115.000 GPU H100 e H200 in 36 strutture alimentate da fonti locali; i chip potrebbero arrivare tramite rotte alternative nel Sud-Est asiatico, eludendo i controlli sulle esportazioni
Editorial Team10 luglio 2025

 


Le imprese cinesi stanno pianificando una rete di 36 data center in regioni occidentali, già in costruzione a Yiwu e Xinjiang, con l’obiettivo di ospitare oltre 115 000 GPU H100/H200 prodotte da NVIDIA. Monetizzazione sotto stretto monitoraggio, coinvolte rotte nel Sud‑Est asiatico.

Punti chiave:

  • Progetto di 36 data center, con oltre 115 000 GPU H100/H200 NVIDIA
  • Locali scelti per clima e fonti energetiche (vento, solare, carbone)
  • Fornitura GPU ostacolata da controlli USA; ricorso a rotte alternative
  • Transiti segnalati via Singapore, Malesia, Thailandia, Vietnam

La Cina ha avviato un progetto ambizioso nel cuore delle sue regioni occidentali, ideando la costruzione di 36 nuovi hub di calcolo ad alta intensità energetica, in particolare nel territorio di Yiwu (Xinjiang) e zone desertiche analoghe, dove clima e fonti rinnovabili (vento, sole, carbone) offrono vantaggi naturali. Documenti ufficiali e bandi di gara riportano la previsione di 115 000 unità delle GPU NVIDIA H100 e H200, chip di punta creati per addestramento e inferenza AI avanzata.

Tuttavia l’accesso a una tale quantità di GPU è reso complesso dalle restrizioni imposte dagli Stati Uniti fin dal 2022, che richiedono licenze speciali per esportare hardware di questo livello verso la Cina, licenze che finora non sono state concesse. Bloomberg e altre fonti indicano che Pechino sta esplorando canali non ufficiali: rotte via Singapore, Malesia, Thailandia e Vietnam, sfruttando aziende locali come facciata per ottenere o far transitare GPU verso il territorio cinese.

In particolare, il governo statunitense ha avviato indagini su operazioni di transito illegale di server contenenti chip NVIDIA dagli Stati del Sud‑Est asiatico verso la Cina, tra cui un’inchiesta in tribunale a Singapore riguardo a Dell e Supermicro. Analoghi sospetti mirano a Malaysia e Thailandia, con controlli che potrebbero presto estendersi a esportazioni verso i porti sud‑orientali per bloccare manovre di smistamento.

Nonostante questi scenari, in Cina si parla apertamente di progetti come quello di Nyocor, che prevede l’installazione iniziale di 250 server H100 (circa 2 000 GPU) in partnership con enti del settore AI come Infinigence. Anche se gli esperti stimano che il volume attualmente giunto in Cina ammonti a circa 25 000 unità di chip proibiti, una cifra lontana dai programmi annunciati, è chiaro che il mercato clandestino continua a operare, pur non abbastanza su larga scala.

Sul fronte interno, Pechino prosegue gli investimenti nelle soluzioni domestiche: chip come Huawei Ascend 910C e A800/H800/H20 sono in diffusione, pur presentando ancora gap prestazionali rispetto alle GPU NVIDIA più avanzate. Le autorità cinesi invitano inoltre le grandi aziende tech a ridurre gradualmente la dipendenza dall’hardware straniero e ad adottare alternative nazionali.

Nel contempo, NVIDIA sta sviluppando chip compatibili con le normative statunitensi, come B30, B40 e versioni depotenziate della serie H20 specificalmente pensate per il mercato cinese, cercando così di mantenere quota pur rispettando le restrizioni.

Il progetto dei data center “iperscalabili” in Cina è in avanzata fase progettuale e le infrastrutture stanno prendendo forma in luoghi strategici; tuttavia, il vero nodo resta l’approvvigionamento delle GPU NVIDIA H100/H200 su scala necessaria. Le rotte attraverso il Sud‑Est asiatico, gli schemi di transito commerciale e la crescente autonomia tecnologica suggeriscono che Pechino sta adottando un mosaico di strategie ibride per aggirare le barriere, ma resta da vedere se ciò sarà sufficiente a garantire la potenza di calcolo ipotizzata.

Il successo di questi progetti dipenderà dalla capacità della Cina di bilanciare sviluppo tecnologico e aggiramento delle restrizioni internazionali, in un contesto geopolitico sempre più complesso e sorvegliato.