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Anthropic lancia un programma per studiare l’impatto economico dell’AI
Con finanziamenti, dati aperti e forum internazionali, l’iniziativa mira ad analizzare occupazione, produttività e scenari fiscali legati all’AI
Editorial Team28 giugno 2025

 


Anthropic ha inaugurato il suo Economic Futures Program per analizzare con rigore scientifico l’impatto dell’AI su lavoro, PIL e fiscalità, offrendo sovvenzioni, dati aperti e spazi di dialogo con ricercatori e policy maker.

Punti chiave:

  • Lancio del programma Economic Futures con focus su ricerca empirica e policy.
  • Finanziamenti fino a 50.000 USD e accesso API Claude per studi rapidi.
  • Espansione dell’Economic Index con dataset aperti per monitorare lavoro, produttività e valore economico.
  • Simposi in autunno a Washington e in Europa per elaborare soluzioni condivise.

Anthropic, riconosciuta startup californiana concentrata sulla sicurezza dell’AI, ha annunciato venerdì un’iniziativa mirata a osservare e reagire ai mutamenti economici indotti dall’AI. Il programma Economic Futures mira a supportare ricerche empiriche in sole sei mesi – con fondi fino a 50.000 USD e risorse come crediti API Claude – mantenendo un approccio neutrale: «importante è basarsi sui dati, non sulle opinioni» ha spiegato Sarah Heck, responsabile delle partnership per le policy. Questo sistema di governance applicativa poggia sull’Economic Index lanciato a febbraio, che rende accessibili, in forma aggregata e anonima, milioni di interazioni con Claude ai fini di studio economico.

Nei report del primo trimestre, Anthropic ha mostrato che il 36 % delle professioni vede almeno un quarto delle attività supportate dall’AI e che l’uso è prevalentemente di tipo collaborativo (augmentation 57 % vs automation 43 %). È inoltre emerso un impiego maggiore in ruoli medio–alto retribuiti, con software, scrittura tecnica, formazione e scienze in testa. Con il recente arrivo del modello Claude 3.7 Sonnet, è aumentato l’uso in campi tecnici come coding, ricerca, educazione, animazione e game design, a dimostrazione delle capacità estese di “extended thinking.

La struttura del programma prevede tre linee operative: finanziamenti per studi focalizzati su occupazione, produttività e creazione di valore; forum per costruire politiche reattive all’impatto dell’AI; sviluppo di dataset aperti per monitoraggi continui. Le ricerche non necessitano di peer review e devono essere completate in sei mesi, segno della volontà di ottenere risultati rapidi. A ciò si aggiungono simposi in autunno a Washington, DC e in Europa, dove ricercatori e policy maker presenteranno e valuteranno proposte. L’obiettivo è analizzare non solo eventuali perdite occupazionali, previste fino al 20 % da Dario Amodei, CEO di Anthropic (che stima tagli fino al 50 % dei ruoli entry‑level nei prossimi 1‑5 anni), ma anche le nuove traiettorie lavorative che l’AI potrà generare.

Il programma supera il semplice monitoraggio: include lo studio sugli effetti dell’AI sulle politiche fiscali – per esempio l’evoluzione del concetto di valore aziendale – e mira a comprendere le transizioni tra competenze “preziose” e obsolete. Questo approccio è integrato da un Economic Advisory Council già attivo, composto da esperti come Tomas Philipson, Silvana Tenreyro, Chiara Farronato e Pascual Restrepo, che guidano la discussione sulle ricadute macroeconomiche dell’AI.

Sul fronte opposto, OpenAI ha proposto un suo Economic Blueprint a gennaio, improntato a favorire adozione, infrastrutture dedicate, e zone economiche AI; tuttavia, pur pianificando data center con Oracle e SoftBank (progetto Stargate) che genereranno posti nel settore edile, non affronta direttamente la riduzione dei lavori entry-level, affidandosi a formazione e incentivi pubblici. Lyft, analogamente, ha recentemente aperto un forum per raccogliere input dagli autisti in vista dell’avvento dei robotaxi.

Anthropic promuove un percorso evidenziando dati open source, rapido finanziamento, dialogo multidisciplinare e attenzione ai meccanismi fiscali per anticipare e comprendere le trasformazioni economiche indotte dall’AI, restituendo strumenti concreti a chi deve governare il cambiamento.