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Trump rivede le regole sull’export dei chip AI
Nuovo sistema di licenze globali al posto delle attuali restrizioni: Washington punta a rafforzare il controllo sulla diffusione dell’AI e a usarla come leva nei negoziati commerciali
Editorial Team30 aprile 2025

 


L’amministrazione Trump intende rivedere le restrizioni all’esportazione di chip AI avanzati, sostituendo l’attuale sistema a tre livelli con un regime globale di licenze. Questa mossa mira a rafforzare la posizione negoziale degli Stati Uniti e a controllare la diffusione dell’AI

Punti chiave:

  • Eliminazione del sistema a tre livelli per l’esportazione di chip AI.
  • Introduzione di un regime globale di licenze basato su accordi bilaterali.
  • Possibile soglia di 500 chip H100 per l’obbligo di licenza.
  • Critiche da parte dell’industria per potenziali impatti negativi sul mercato.

L’amministrazione Trump sta considerando una revisione significativa delle restrizioni all’esportazione di chip per l’AI introdotte durante l’era Biden. Secondo fonti riportate da Reuters, l’attuale sistema che classifica i paesi in tre categorie potrebbe essere sostituito da un regime globale di licenze basato su accordi bilaterali tra governi. Questa modifica mira a consolidare la posizione degli Stati Uniti come leader nella tecnologia AI e a utilizzare l’accesso ai chip avanzati come leva nelle negoziazioni commerciali.

Il sistema attuale, implementato a gennaio 2025, consente l’esportazione senza restrizioni a circa 20 paesi alleati, impone divieti totali a nazioni come Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, e limita le esportazioni verso altri paesi, come l’India, richiedendo licenze per ordini superiori a 1.700 chip H100. La proposta dell’amministrazione Trump prevede l’introduzione di una soglia inferiore, fissata a 500 chip H100, oltre la quale sarebbe necessaria una licenza, aumentando così il controllo sulle esportazioni.

Questa strategia si inserisce in un contesto più ampio di politica commerciale protezionista, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nazionale e mantenere un vantaggio competitivo sull’AI rispetto a paesi rivali. Tuttavia, l’industria tecnologica ha espresso preoccupazioni riguardo a queste restrizioni. Nvidia, ad esempio, ha segnalato una perdita di 5,5 miliardi di dollari a causa delle limitazioni all’esportazione del suo chip H20, progettato per conformarsi alle precedenti restrizioni. Anche AMD ha riportato una svalutazione di 800 milioni di dollari. Le critiche si concentrano sul rischio che tali misure possano spingere i paesi a cercare alternative, favorendo la crescita di produttori locali come Huawei in Cina.

Inoltre, l’Unione Europea ha espresso preoccupazioni per le limitazioni imposte a paesi membri, ritenendo che possano ostacolare la competitività delle aziende statunitensi senza apportare benefici significativi alla sicurezza nazionale. Il dibattito continua, con l’amministrazione Trump che si prepara a finalizzare le modifiche entro la scadenza del 15 maggio, data prevista per l’entrata in vigore della normativa.

La revisione delle regole sull’esportazione di chip AI da parte dell’amministrazione Trump rappresenta un tentativo di rafforzare il controllo degli Stati Uniti sulla diffusione dell’AI a livello globale, utilizzando la tecnologia come strumento di politica estera e commerciale.