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Il Regno Unito rafforza le leggi contro i deepfake espliciti: nuove misure per tutelare le vittime
Criminalizzata la creazione di immagini deepfake sessuali, con pene fino a due anni di carcere

Il Regno Unito introduce nuove misure legali per contrastare la creazione di immagini deepfake sessualmente esplicite, mirando a proteggere le vittime da abusi online e rafforzando le sanzioni per i trasgressori.

Punti chiave:

  • Il Regno Unito criminalizza la creazione di deepfake sessualmente espliciti senza consenso.
  • Estensione delle leggi per includere l’installazione di dispositivi per catturare immagini intime.
  • Pene detentive fino a due anni per i trasgressori.
  • Parte di un impegno più ampio per combattere la violenza contro le donne.

Il governo britannico ha annunciato l’intenzione di criminalizzare la creazione di immagini deepfake a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone coinvolte. Questa decisione amplia le disposizioni dell’Online Safety Act, entrato in vigore lo scorso anno, che già punisce la condivisione non consensuale di tali contenuti. La nuova legislazione mira a colmare le lacune esistenti, includendo anche la produzione di questi materiali, indipendentemente dal loro successivo utilizzo o diffusione. Il Ministero della Giustizia ha sottolineato che queste misure sono parte di un impegno più ampio per combattere la violenza contro le donne in tutte le sue forme. La creazione di deepfake sessualmente espliciti, che spesso coinvolge la sovrapposizione del volto di una persona su immagini pornografiche, ha visto un aumento significativo negli ultimi anni, con le donne e le ragazze come principali vittime. Secondo dati recenti, dal 2017 si è registrato un incremento del 400% in abusi legati ai deepfake.

Oltre a criminalizzare la creazione di deepfake, il governo prevede di estendere le leggi esistenti riguardanti la realizzazione di immagini intime senza consenso. Attualmente, tali leggi coprono situazioni specifiche come l’"upskirting" (fotografare sotto i vestiti di una persona senza il suo consenso). Le nuove disposizioni includeranno anche l’installazione di dispositivi, come telecamere nascoste, con l’intento di catturare immagini intime, prevedendo pene detentive fino a due anni per i trasgressori. Queste modifiche saranno incluse nel prossimo Crime and Policing Bill, che sarà presentato in Parlamento non appena il calendario lo permetterà.

La tecnologia deepfake utilizza l’AI per creare contenuti multimediali manipolati, spesso video o audio, che fanno apparire una persona mentre dice o fa qualcosa che in realtà non ha mai detto o fatto. Sebbene possa avere applicazioni legittime, come nel settore dell’intrattenimento, il suo uso improprio ha sollevato preoccupazioni significative riguardo alla privacy, alla sicurezza e all’integrità delle informazioni. In Italia, l’utilizzo di deepfake può configurare reati come la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso, punibile con la reclusione da uno a sei anni e una multa da €5.000 a €15.000, secondo l’articolo 612 ter del Codice Penale.

La crescente sofisticazione dei deepfake solleva questioni giuridiche critiche riguardanti la privacy e l’identità. La regolamentazione di queste tecnologie è fondamentale per prevenire abusi e proteggere i diritti degli individui