OpenAI risponde a Musk: tensioni sulla transizione a scopo di lucro e rivendicazioni legali | Chat GPT gratis | Chat OpenAI | OpenAI Chat | Turtles AI
OpenAI replica alle accuse di Elon Musk, divulgando documenti che descrivono il ruolo iniziale del miliardario nella proposta di un modello operativo ibrido, le negoziazioni fallite e il successivo abbandono dell’organizzazione da parte di Musk.
Punti chiave:
- La disputa legale: Musk accusa OpenAI di tradire i principi originari no-profit, mentre OpenAI definisce le accuse infondate.
- Il ruolo di Musk nel modello ibrido: Già nel 2015, Musk aveva proposto una struttura mista no-profit e for-profit per OpenAI.
- Tentativi falliti di collaborazione: OpenAI ha rifiutato proposte di fusione e acquisizione avanzate da Musk, portando alla sua uscita nel 2018.
- Il panorama competitivo: Musk ha fondato xAI, che ora si scontra con OpenAI nel mercato dell’AI.
Le tensioni tra Elon Musk e OpenAI, organizzazione che il miliardario aveva contribuito a fondare nel 2015, si sono inasprite dopo la recente divulgazione di documenti interni da parte dell’azienda. OpenAI, infatti, ha pubblicato una serie di e-mail e messaggi di testo per contestare le accuse avanzate da Musk nell’ambito di una causa legale, secondo cui la transizione dell’organizzazione a scopo di lucro avrebbe tradito la missione originaria. Secondo quanto riportato da OpenAI, i messaggi dimostrano che già nei primi anni Musk aveva proposto una struttura operativa che combinasse componenti no-profit e for-profit.
Nel 2017, tra le difficoltà di finanziamento affrontate da OpenAI, Musk suggerì una fusione con la startup di hardware Cerebras, aprendo la strada a quella che i vertici di OpenAI definirono una “ricerca AI + hardware a scopo di lucro”. Documenti mostrano che Musk cercò di ottenere il controllo della nuova struttura, richiedendo una quota azionaria tra il 50% e il 60% e proponendosi come CEO. Tuttavia, il consiglio di amministrazione rifiutò le condizioni. Successivamente, Musk avanzò un’altra proposta per trasformare OpenAI in una divisione di Tesla, con un budget iniziale di 1 miliardo di dollari e prospettive di crescita esponenziale, ma anche questa ipotesi fu respinta.
Dopo il fallimento di queste negoziazioni, Musk si dimise nel 2018 e tagliò gran parte dei rapporti con l’organizzazione. OpenAI sostiene che Musk abbia rifiutato più volte offerte di partecipazione nell’ala for-profit della società. Nonostante ciò, Musk ha recentemente avviato una battaglia legale contro OpenAI, accusandola di manipolare il mercato degli investimenti. Secondo la denuncia, l’azienda avrebbe esortato gli investitori a non finanziare società rivali, tra cui xAI, l’impresa di Musk fondata nel 2023. xAI, che ha lanciato il modello di AI Grok integrato nella piattaforma X (ex Twitter), ha comunque raccolto finanziamenti significativi, con un round da 6 miliardi di dollari e il supporto di investitori di spicco come Andreessen Horowitz e Fidelity.
La contesa si estende anche al rapporto tra OpenAI e Microsoft, uno dei suoi maggiori finanziatori. Musk accusa le due società di scambiare illegalmente risorse proprietarie, attirando l’attenzione di Google, che avrebbe richiesto indagini sugli accordi di cloud computing tra Microsoft e OpenAI. Intanto, la pressione su OpenAI per completare la sua trasformazione a scopo di lucro aumenta: secondo Bloomberg, gli investitori dell’ultimo round potrebbero ritirare i fondi qualora il passaggio non venga finalizzato entro due anni.
La complessa disputa legale e commerciale mette in evidenza la competizione crescente nel settore dell’AI, dove rivalità personali e strategie aziendali si intrecciano in una lotta per il controllo del futuro tecnologico globale.
