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L’AI sul posto di lavoro: scetticismo tra i candidati
Nonostante le promesse di maggiore efficienza, molti lavoratori in cerca di occupazione dubitano che l’AI possa semplificare le loro attività quotidiane
Editorial Team21 novembre 2024

 


Nonostante il crescente entusiasmo per l’AI nel mondo aziendale, molti lavoratori in cerca di occupazione si mostrano scettici riguardo ai vantaggi che questa tecnologia può portare nelle loro vite professionali. Le aspettative di un miglioramento della produttività e una riduzione del carico di lavoro non sembrano essere soddisfatte.  

Punti chiave: 

  •  Il 69% dei candidati al lavoro non crede che l’AI migliori le performance lavorative.  
  •  Solo il 34% teme di essere sostituito dai bot, mentre solo il 30% ritiene che l’AI aumenterà la competizione per i posti.  
  •  I dipendenti sono spesso obbligati ad usare strumenti di AI che non migliorano la loro produttività.  
  •  Le difficoltà nell’implementazione dell’AI e la mancanza di dati validi sono tra le cause di un ritorno sugli investimenti scarso.  

L’entusiasmo che circonda l’AI nelle aziende sembra essere distante dalla realtà vissuta dai lavoratori. Nonostante le promesse di efficienza e di semplificazione delle attività quotidiane, i candidati in cerca di occupazione non mostrano particolare fiducia nei confronti di questa tecnologia. Un recente studio di Resume Genius, che ha coinvolto 1.000 persone negli Stati Uniti, ha evidenziato che una larga parte degli intervistati, il 69%, non crede che l’AI possa effettivamente migliorare le proprie prestazioni lavorative. Inoltre, il 62% degli stessi ritiene che l’AI non contribuirà a ridurre il loro carico di lavoro, suggerendo un atteggiamento diffidente verso questa rivoluzione tecnologica che promette di ottimizzare i processi aziendali. Un dato interessante riguarda la paura di essere sostituiti dai bot, che riguarda solo il 34% degli intervistati, a fronte di un 30% che pensa che l’AI possa aumentare la competizione nel mercato del lavoro o danneggiare i salari. Questi numeri suggeriscono che, nonostante la retorica positiva che si sente dai vertici aziendali, la percezione generale tra i lavoratori rimane incerta e, in molti casi, scettica. Inoltre, un’analisi più approfondita dei dati per fascia generazionale non ha rivelato differenze significative: anche i membri della Generazione Z, spesso considerati i più aperti alle nuove tecnologie, non sono esenti da dubbi sull’efficacia dell’AI sul posto di lavoro. Questo scetticismo si inserisce in un quadro più ampio che conferma quanto emerso da altre indagini recenti, secondo cui le promesse fatte dai sostenitori dell’IA non sono state ancora in grado di realizzarsi in termini pratici. 

Anche nei dati riportati da Upwork, l’utilizzo dell’AI per aumentare la produttività appare tutt’altro che roseo. Il 77% dei dipendenti che sono stati costretti a utilizzare strumenti di AI sul lavoro ha dichiarato di aver visto una riduzione della propria efficienza. Inoltre, molti lavoratori riferiscono di sentirsi sopraffatti dalle crescenti richieste da parte dei superiori, che si aspettano risultati migliori grazie all’introduzione di queste tecnologie. Nonostante ciò, la ricerca condotta da Adobe ha mostrato che circa l’80% dei lavoratori sarebbe disposto ad adottare soluzioni di AI se queste potessero effettivamente risparmiare loro del tempo, ma la realtà operativa sembra non corrispondere a queste aspettative.  

Le difficoltà nell’implementazione dell’AI non sono limitate ai singoli dipendenti, ma si estendono anche alle aziende stesse. Secondo un rapporto di Appen, la società di servizi di dati di AI, il ritorno sugli investimenti (ROI) per i progetti di AI è diminuito, e solo una piccola percentuale di questi progetti raggiunge una fase di implementazione concreta. Un altro fattore che frena l’adozione di successo dell’AI è la difficoltà di stimare il valore effettivo di questi investimenti, come sottolineato da Gartner. Questo mette in luce un paradosso: mentre i dirigenti aziendali sono entusiasti della potenziale trasformazione portata dall’AI, i risultati tangibili tardano ad arrivare, lasciando insoddisfatti sia i dipendenti che i vertici.  

Nonostante l’adozione di strumenti di AI da parte delle aziende, l’impressione generale rimane quella di una tecnologia che non ha ancora saputo dimostrare concretamente i suoi vantaggi operativi.

In un contesto in cui la retorica si scontra con la realtà del lavoro quotidiano, è ancora incerto se l’AI potrà davvero semplificare il lavoro o se finirà per aggiungere ulteriori difficoltà alle attività professionali.