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Hacker violano l’account stampa di OpenAI su X per promuovere una truffa cripto
Un falso token ”$OPENAI” utilizzato per adescare utenti in un sofisticato schema di phishing, parte di una serie di attacchi mirati ai dirigenti dell’azienda
Editorial Team24 settembre 2024

 

 L’account stampa di OpenAI su X è stato compromesso da truffatori di criptovalute, promuovendo un finto token blockchain chiamato "$OPENAI". L’azione è parte di una serie di attacchi simili contro dirigenti e dipendenti di OpenAI avvenuti nei mesi precedenti.

Punti chiave:

  •  L’account stampa di OpenAI su X è stato hackerato per promuovere un finto token blockchain.
  •  Il post dannoso reindirizzava a un sito di phishing progettato per sottrarre credenziali di portafogli di criptovalute.
  •  Attacchi simili avevano colpito anche altri account di alto profilo associati a OpenAI nei mesi precedenti.
  •  Le truffe in ambito criptovalute continuano a crescere, con perdite enormi nel 2023, e il trend è in peggioramento per il 2024.

Nel pomeriggio di lunedì, l’account OpenAI Newsroom, una recente creazione dell’azienda per diffondere comunicazioni ufficiali relative a prodotti e politiche, è stato oggetto di un attacco informatico. I malintenzionati hanno pubblicato un annuncio fraudolento relativo a un presunto nuovo token blockchain chiamato "$OPENAI". Il post, caratterizzato anche da un errore ortografico ("$OPEANAI"), sosteneva che il token fosse destinato a colmare il divario tra AI e blockchain. Il messaggio invitava gli utenti a reclamare una parte della fornitura iniziale del token, suggerendo che il possesso di $OPENAI avrebbe garantito l’accesso privilegiato ai futuri programmi beta dell’azienda. Tuttavia, questo token non esiste, e il collegamento presente nel post reindirizzava a un sito di phishing, "token-openai.com", chiaramente progettato per trarre in inganno gli utenti simulando il sito ufficiale di OpenAI. Sul sito fraudolento era ben visibile un pulsante "CLAIM $OPENAI", che invitava gli utenti a collegare i loro portafogli di criptovaluta, con l’obiettivo probabile di sottrarre credenziali e fondi. Fino al momento della pubblicazione, sia il post su X che il sito erano ancora attivi, compreso un repost e una risposta che promettevano ulteriori dettagli sul presunto token nella settimana successiva. Il fatto che i commenti fossero stati disabilitati ha contribuito a rendere meno evidente l’hackeraggio. Questo episodio non è isolato. Già a giugno 2023, l’account del Chief Technology Officer di OpenAI, Mira Murati, era stato violato per promuovere un’operazione di phishing analoga, con il falso token $OPENAI. E solo tre mesi prima, altri dirigenti, tra cui il Chief Scientist Jakub Pachocki e il ricercatore Jason Wei, erano stati vittime di attacchi simili. I malintenzionati avevano utilizzato strumenti per svuotare i portafogli delle vittime, convogliando criptovalute e NFT nei loro portafogli una volta ottenuto accesso ai dati. Non solo OpenAI è stata presa di mira da questo tipo di attacchi: negli ultimi anni, numerosi account di alto profilo su X, inclusi quelli di celebrità e grandi aziende tecnologiche, sono stati compromessi per promuovere truffe criptovalutarie. L’episodio più celebre risale al 2020, quando account appartenenti ad Apple, Elon Musk e Joe Biden furono utilizzati per condividere l’indirizzo di un portafoglio bitcoin con la promessa di raddoppiare eventuali pagamenti inviati. Secondo l’FBI, nel 2023 gli americani hanno subito perdite per 5,6 miliardi di dollari a causa di truffe sulle criptovalute, un aumento significativo rispetto all’anno precedente. E il 2024 si preannuncia altrettanto critico, con oltre 50.000 frodi segnalate solo nella prima metà dell’anno, per un costo complessivo di 2,5 miliardi di dollari per i consumatori. È un fenomeno in costante crescita, che continua a colpire ignari utenti in cerca di opportunità di investimento nel settore delle criptovalute.

Le truffe informatiche legate alle criptovalute si confermano una delle minacce principali del panorama digitale moderno.