Adobe lancia un’app per certificare l’autenticità dei contenuti digitali | Large language models | Reti neurali cosa sono | Aziende intelligenza artificiale italia | Turtles AI
Adobe si prepara a lanciare nel 2025 un’app web per la certificazione dei contenuti digitali, puntando a garantire autenticità e riconoscimento agli artisti. La nuova tecnologia potrebbe rappresentare un passo importante nella lotta contro disinformazione e utilizzo non autorizzato delle opere.
Punti chiave:
- Adobe lancerà una versione beta della sua app Content Authenticity nel 2025.
- Il sistema utilizza tecnologie avanzate come impronte digitali e filigrane invisibili per garantire la provenienza delle opere.
- L’azienda promuove l’adozione di credenziali di contenuto attraverso collaborazioni con diversi attori del settore.
- La piattaforma permette agli artisti di verificare se le loro opere sono utilizzate senza consenso nei set di dati di AI
Adobe, nota per il suo software creativo, sta affrontando il crescente problema dei deepfake e della disinformazione tramite un’iniziativa che mira a garantire la provenienza e l’autenticità dei contenuti digitali. Nel primo trimestre del 2025, l’azienda prevede di rilasciare una versione beta della sua applicazione web Content Authenticity, progettata per consentire agli artisti di applicare credenziali al loro lavoro, certificandolo come loro proprietà. Questa iniziativa va oltre la semplice modifica dei metadati, poiché utilizza tecnologie avanzate per garantire che le credenziali siano protette e non facilmente alterabili, anche in caso di screenshot. Il sistema impiega filigrane invisibili che apportano modifiche impercettibili ai pixel, insieme a impronte digitali che codificano un identificativo nel file stesso. In questo modo, anche se le credenziali vengono rimosse, il file può comunque essere rintracciato fino al suo creatore originale.
Andy Parsons, responsabile della divisione Content Authenticity di Adobe, ha dichiarato che le credenziali di contenuto accompagneranno le opere digitali ovunque vengano utilizzate, sia online che offline. Tuttavia, l’efficacia di tali misure dipende dalla loro adozione da parte di artisti e piattaforme. Con una base di 33 milioni di abbonati, Adobe ha il potenziale per coinvolgere un ampio numero di creatori. L’app web sarà accessibile anche agli artisti non utenti del software Adobe, ampliando ulteriormente la portata dell’iniziativa. Adobe ha inoltre collaborato con vari gruppi industriali per promuovere l’autenticità dei contenuti, coinvolgendo nomi di spicco nel settore tecnologico, come Microsoft e OpenAI, oltre a piattaforme social come TikTok e Instagram. Sebbene la partecipazione di queste aziende non garantisca un’integrazione immediata delle credenziali di contenuto, è un passo significativo verso la costruzione di un consenso più ampio.
Per facilitare l’accesso alle credenziali di contenuto, Adobe prevede di lanciare un’estensione per Chrome che permetterà agli utenti di visualizzare queste informazioni su qualsiasi piattaforma web. Sarà inoltre disponibile uno strumento di ispezione per esaminare le credenziali associate ai contenuti. Con l’aumento della difficoltà nel distinguere tra contenuti reali e sintetici, strumenti come questi potrebbero diventare essenziali per verificare l’origine delle opere. Adobe non si oppone all’uso dell’AI, ma sta cercando di chiarire l’uso di questa tecnologia nelle opere artistiche, prevenendo l’inclusione non autorizzata dei lavori degli artisti nei set di dati di addestramento. L’azienda ha sviluppato Firefly, un proprio strumento di AI generativa, addestrato su contenuti di Adobe Stock per garantire che sia utilizzato solo materiale autorizzato. Nonostante le riserve espresse da molti artisti nei confronti dell’AI, l’integrazione di Firefly in applicazioni come Photoshop ha ricevuto feedback favorevoli, con un tasso di adozione significativamente superiore rispetto ad altre funzionalità.
In aggiunta, Adobe collabora con Spawning, un altro strumento pensato per aiutare gli artisti a monitorare e controllare l’uso delle loro opere online. Spawning offre un registro Do Not Train, in cui gli artisti possono segnalare che le loro opere non devono essere incluse nei set di dati di intelligenza artificiale. Sebbene l’efficacia di tale strumento dipenda dalla compliance delle aziende di AI, finora Hugging Face e Stability si sono dimostrate disponibili a rispettare queste indicazioni. Martedì Adobe ha rilasciato la versione beta dell’estensione per Chrome, mentre gli artisti potranno iscriversi per ricevere notifiche sul lancio della versione completa dell’app web prevista per il prossimo anno.
Con questi sviluppi, Adobe si propone di stabilire un nuovo standard per l’autenticità e il riconoscimento nel panorama digitale contemporaneo.
