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Stretta degli Stati Uniti sui chip AI di Huawei
Washington limita l’uso globale dei semiconduttori cinesi prodotti con tecnologia americana, tra tensioni geopolitiche, reazioni internazionali e sfide per l’industria tecnologica
Editorial Team14 maggio 2025

 


Gli Stati Uniti hanno rafforzato le restrizioni globali contro l’uso dei chip AI di Huawei, citando rischi legati alla sicurezza e alla tecnologia americana, nonostante recenti segnali di distensione commerciale con la Cina.

Punti chiave:

  • Restrizioni Estese: Washington vieta l’uso globale dei chip AI Huawei prodotti con tecnologia USA.
  • Risposta Cinese: Pechino accusa gli USA di violazione commerciale e spinge sull’autosufficienza tecnologica.
  • Impatti Industriali: La produzione di Huawei rallenta, con rese dei chip compromesse.
  • Tensioni Globali: Anche l’UE critica le restrizioni, temendo effetti sull’innovazione e la cooperazione transatlantica.

Il governo degli Stati Uniti ha recentemente emesso un severo avvertimento contro l’uso globale dei chip per l’AI prodotti da Huawei, sottolineando che l’impiego di tali componenti potrebbe violare le normative statunitensi sul controllo delle esportazioni. In particolare, il Dipartimento del Commercio ha chiarito che i chip Ascend 910B, 910C e 910D di Huawei sono probabilmente realizzati utilizzando tecnologie o software di origine americana, rendendoli soggetti a restrizioni che richiedono licenze difficili da ottenere. 

Sebbene non si tratti di una nuova normativa, questa guida rappresenta un’intensificazione degli sforzi di applicazione delle leggi esistenti, in un contesto di crescente preoccupazione per i rapidi progressi di Huawei nell’hardware AI, che iniziano a competere con aziende americane come Nvidia. Huawei ha già iniziato a fornire cluster di chip AI in Cina, sostenendo prestazioni superiori rispetto ai prodotti comparabili di Nvidia. 

Parallelamente, l’amministrazione Trump ha revocato la "Artificial Intelligence Diffusion Rule", una misura introdotta dall’amministrazione Biden per limitare le esportazioni di chip AI, citando preoccupazioni che tale regolamentazione potesse ostacolare l’innovazione americana e danneggiare le relazioni diplomatiche. Questa decisione è coincisa con l’annuncio di accordi significativi tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita per la costruzione di infrastrutture AI utilizzando chip Nvidia, sollevando preoccupazioni all’interno dell’amministrazione riguardo all’utilizzo della tecnologia americana in regioni con stretti legami con la Cina. 

Nonostante le restrizioni, Huawei prevede di avviare la produzione di massa del suo chip AI più recente, l’Ascend 910C, nel primo trimestre del 2025. Tuttavia, le limitazioni imposte dagli Stati Uniti hanno ridotto significativamente la resa dei chip prodotti, con tassi di successo intorno al 20%, ben al di sotto del 70% necessario per la viabilità commerciale. 

In risposta alle sanzioni, Huawei ha accelerato lo sviluppo di chip proprietari, come il Kirin 9000S, e ha investito nella costruzione di proprie linee di produzione di semiconduttori avanzati, cercando di ridurre la dipendenza da fornitori esterni. Tuttavia, la mancanza di accesso a tecnologie avanzate potrebbe ampliare il divario con i rivali globali. 

La Cina ha criticato le nuove restrizioni statunitensi, definendole una "flagrante violazione" delle regole commerciali internazionali e un abuso del concetto di sicurezza nazionale. Pechino ha dichiarato che tali misure non fermeranno il progresso tecnologico del paese, ma piuttosto incoraggeranno le imprese cinesi a diventare autosufficienti. 

Inoltre, l’Unione Europea ha espresso preoccupazione per le limitazioni all’export dei chip AI, sottolineando che tali restrizioni potrebbero ostacolare la collaborazione transatlantica nel campo della sicurezza e dell’innovazione tecnologica. Bruxelles ha affermato che è nell’interesse economico e di sicurezza degli Stati Uniti che l’UE possa acquistare chip avanzati di AI senza limitazioni.

La situazione attuale evidenzia la crescente importanza della tecnologia nel contesto geopolitico e le tensioni tra le superpotenze globali, con potenziali ripercussioni sulle catene di approvvigionamento e sull’innovazione a livello mondiale.