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ChatGPT si integra con le app di sviluppo su macOS
La nuova funzionalità permette a ChatGPT di leggere il codice in ambienti come Xcode e VS Code, facilitando il flusso di lavoro per gli sviluppatori
Editorial Team15 novembre 2024

 


ChatGPT sta introducendo una nuova funzionalità che permette al suo assistente di interagire con alcune app di codifica su macOS, migliorando il flusso di lavoro per gli sviluppatori. Questo aggiornamento, che sfrutta l’API di accessibilità di Apple, permette a ChatGPT di leggere il codice in ambienti come VS Code, Xcode e Terminal, offrendo un supporto più fluido e contestualizzato.

Punti chiave:

  •  ChatGPT ora interagisce con app di sviluppo su macOS come Xcode e VS Code.  
  •  La funzionalità si basa sull’API di accessibilità di Apple e permette di leggere il codice senza bisogno di copiarlo e incollarlo.  
  •  Attualmente, ChatGPT non scrive codice direttamente nelle app degli sviluppatori, ma fornisce suggerimenti e completamenti.  
  •  OpenAI prevede di espandere questa funzionalità ad altre app e sistemi operativi, con focus su strumenti di scrittura e agenti AI.

Con l’ultimo aggiornamento, OpenAI porta un significativo passo avanti nella sua integrazione di ChatGPT con le applicazioni desktop, in particolare quelle dedicate alla programmazione su macOS. La nuova funzionalità, conosciuta come "Work with Apps", consente a ChatGPT di leggere il codice direttamente da ambienti di sviluppo come Xcode, Visual Studio Code, TextEdit, Terminal e iTerm2, risparmiando agli sviluppatori il processo di copia-incolla del codice. In pratica, una volta abilitata, questa funzione permette a ChatGPT di ottenere automaticamente le ultime righe di codice su cui l’utente sta lavorando, trasformandole in contesto utile per rispondere alle domande o suggerire modifiche, tutto senza bisogno di interazione manuale. Ciò rappresenta un miglioramento rispetto alle versioni precedenti, dove gli sviluppatori erano costretti a trasferire manualmente il loro lavoro all’interno dell’interfaccia del chatbot per ottenere suggerimenti o correzioni.

Nonostante l’avanzamento, la funzionalità non si spinge fino al punto di permettere a ChatGPT di scrivere codice direttamente nelle app degli sviluppatori. In pratica, ChatGPT analizza e risponde alle richieste dell’utente, fornendo suggerimenti utili come completamenti di codice o spiegazioni, ma l’intervento manuale per integrare la soluzione nel progetto rimane necessario. Questo approccio differisce da soluzioni concorrenti, come GitHub Copilot o Cursor, che sono già in grado di scrivere codice direttamente all’interno degli editor di testo. Tuttavia, secondo OpenAI, la vera innovazione di "Work with Apps" risiede nella possibilità di avere un chatbot che comprende e contestualizza il lavoro che si sta svolgendo in tempo reale.

Per garantire questa interazione fluida, OpenAI si affida principalmente all’API di accessibilità di macOS, che sfrutta il sistema VoiceOver per leggere e trasferire il testo da altre applicazioni. Sebbene questo metodo sia affidabile nella maggior parte dei casi, alcune app potrebbero necessitare di estensioni speciali per consentire a ChatGPT di accedere al contenuto, come nel caso di VS Code, che richiede l’installazione di un plugin specifico. La tecnologia, tuttavia, ha dei limiti, in quanto si basa esclusivamente sulla lettura di testo: pertanto, ChatGPT non è in grado di comprendere contenuti visivi come immagini o grafici, né può interpretare l’orientamento degli oggetti sullo schermo.

La funzione si concentra inizialmente sugli ambienti di codifica, un settore che ha visto una rapida adozione di assistenti AI, ma OpenAI ha già indicato che l’ambito di utilizzo di "Work with Apps" potrebbe estendersi ad altre categorie di applicazioni, in particolare quelle dedicate alla scrittura di testi, aprendo così la strada ad un’ulteriore evoluzione della capacità di assistenza di ChatGPT. In una dimostrazione fatta con TechCrunch, un dipendente di OpenAI ha mostrato come ChatGPT fosse in grado di completare un semplice progetto su Xcode, suggerendo la riga di codice per aggiungere la Terra a un modello del sistema solare. Sebbene l’intervento del chatbot sia stato utile, l’integrazione automatica del codice all’interno dell’ambiente di sviluppo richiede ancora l’azione dell’utente, un aspetto che distingue questa funzionalità da quelle di altre soluzioni di AI.

Un altro aspetto importante di questo aggiornamento è il suo orientamento verso la creazione di un "Agente AI", ossia un’AI capace di comprendere e interagire con tutte le applicazioni sul dispositivo. Questo obiettivo, che rappresenta uno dei principali focus di OpenAI per i prossimi anni, mira a sviluppare sistemi che non si limitano a rispondere a comandi, ma che siano in grado di navigare l’intero ecosistema dell’utente, prendendo in considerazione le informazioni visibili su tutto lo schermo. Sebbene questa funzione sia ancora lontana, essa rappresenta un passo fondamentale per l’evoluzione degli assistenti digitali, verso una comprensione più complessa e dinamica dei contesti in cui operano.

Al momento, la funzionalità "Work with Apps" è disponibile per gli utenti Plus e Teams, con la promessa di estendersi alle versioni Enterprise ed Education nelle settimane a venire. La compatibilità con altre piattaforme, come Windows, non è ancora chiara, ma si prevede che l’aggiornamento arrivi anche su questo sistema operativo in futuro, specie considerando l’imminente lancio di una collaborazione tra OpenAI e Apple.

 Questo sviluppo segna un altro passo nel processo di integrazione tra l’AI e gli strumenti di lavoro quotidiani, destinato a semplificare ulteriormente il flusso di lavoro per i professionisti della programmazione e, in futuro, anche per coloro che si occupano di scrittura.