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Il New York Times fa Causa a OpenAI e Microsoft
Editorial Team21 luglio 2024

 

Il NYT cita in giudizio OpenAI e Microsoft per violazione di copyright

 Punti chiave:
- Violazione di copyright: Il New York Times accusa OpenAI e Microsoft di aver utilizzato milioni di articoli senza autorizzazione per addestrare tecnologie di intelligenza artificiale.
- Richiesta di danni: Il Times non specifica l’ammontare del risarcimento richiesto, ma parla di "miliardi di dollari" in danni.
- Distruzione dei modelli: Il giornale chiede la cancellazione dei modelli di AI e dei dati di addestramento che includono i suoi contenuti.
- Precedente legale: Il caso potrebbe stabilire importanti precedenti legali sull’uso di proprietà intellettuale per l’addestramento delle AI

Il New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft, sostenendo che le due aziende abbiano utilizzato illegalmente milioni di articoli del giornale per addestrare le loro tecnologie di AI, come ChatGPT. La causa, depositata presso il tribunale federale di Manhattan, evidenzia come l’uso dei contenuti del Times per sviluppare prodotti AI rappresenti una violazione del copyright, danneggiando economicamente e reputazionalmente il giornale. 

Il Times afferma che le tecnologie di OpenAI e Microsoft creano prodotti che competono direttamente con il loro giornalismo, sottraendo lettori e potenziali entrate pubblicitarie. Inoltre, la causa cita specifici esempi di come i chatbot alimentati da IA abbiano riprodotto contenuti del Times, a volte attribuendogli falsamente informazioni inesatte, note come "allucinazioni" delle AI

OpenAI ha risposto esprimendo sorpresa e delusione, affermando di essere stata in trattative costruttive con il Times e sperando in una soluzione reciprocamente vantaggiosa. Tuttavia, il Times ha ribadito che non c’è nulla di trasformativo nell’uso non autorizzato dei suoi contenuti per creare prodotti che sostituiscono il giornale e rubano il suo pubblico.

Questa causa si inserisce in un contesto più ampio di battaglie legali tra aziende di media e sviluppatori di IA, con implicazioni significative per il futuro del giornalismo e dei diritti d’autore nell’era digitale.