OpenAI Vieta l’uso dei propri API in Cina | Intelligenza Artificiale Applicazioni | Ai Chat Online | Intelligenza Artificiale gpt | Turtles AI
L’ACCESSO AI PRODOTTI OPENAI IN CINA TRAMITE MICROSOFT AZURE
Nonostante OpenAI stia limitando l’accesso alla sua piattaforma in Cina, un recente rapporto rivela che gli utenti cinesi possono ancora utilizzare i prodotti dell’azienda tramite la piattaforma di cloud computing Azure di Microsoft.
La stretta collaborazione tra microsoft e OpenAI ha permesso alla prima di ottenere un accesso privilegiato ai prodotti della seconda, con l’obiettivo di espandere l’offerta di servizi di AI alle imprese. Questo è quanto riportato da The Information, che ha intervistato diversi clienti cinesi confermando l’accesso ai modelli di AI conversazionale di OpenAI.
Il rapporto arriva dopo l’annuncio di OpenAI, risalente alla fine del mese scorso, di voler vietare l’accesso ai propri API ai clienti cinesi a partire dal 9 luglio. A differenza di ChatGPT, che è un prodotto finale offerto da OpenAI e dai suoi partner, gli API consentono ai clienti di sviluppare prodotti propri sfruttando le tecnologie di OpenAI, creando applicazioni specifiche che ChatGPT non può coprire.
Secondo The Information, mentre OpenAI sta bloccando l’uso degli API in Cina, i clienti cinesi di Microsoft possono ancora accedere ai modelli di AI di OpenAI attraverso Azure. La conferma arriva da tre aziende cinesi che hanno dichiarato di avere accesso ai modelli OpenAI.
Il servizio Azure OpenAI di Microsoft permette agli utenti di integrare i propri dati e di eseguire query personalizzate utilizzando modelli linguistici e di immagine basati sull’AI. Oltre ai prodotti di OpenAI, Azure offre anche soluzioni di Meta, la società madre di Facebook, per fornire una piattaforma AI diversificata e personalizzabile.
Dopo l’annuncio di OpenAI, Microsoft ha confermato che continuerà ad offrire i servizi di Azure OpenAI agli utenti di Hong Kong. Attualmente, OpenAI non è supportata in territorio cinese e nella Cina continentale, sembra che Microsoft stia applicando una politica simile a quella adottata a Hong Kong anche per la Cina continentale.
OpenAI paga Microsoft per offrire i suoi servizi su Azure e versa una commissione sui ricavi degli API alla compagnia di software. Rapporti indicano che Microsoft ha diritto alla maggior parte dei profitti di OpenAI fino a quando quest’ultima non ripagherà il consistente investimento fatto dai suoi investitori.
Il servizio di chatbot ChatGPT di OpenAI è già vietato in Cina, dove le autorità controllano rigorosamente l’accesso pubblico alle informazioni. I residenti cinesi non possono accedere a ChatGPT senza soluzioni alternative, in linea con gli sforzi governativi per controllare quella che considerano propaganda. Parallelamente, il governo cinese ha approvato oltre cento modelli linguistici locali nel tentativo di sviluppare un’industria AI nazionale.
Tuttavia, le restrizioni statunitensi sui chip, che colpiscono anche quelli per l’AI, potrebbero rendere difficile l’addestramento di questi modelli per le aziende cinesi. Modelli come ChatGPT richiedono decine di migliaia di GPU di ultima generazione per la loro potenza di calcolo, ed una gran parte della capitalizzazione di mercato di Nvidia, pari a 3,15 trilioni di dollari, dipende dal fatto che i suoi prodotti siano leader nelle prestazoni AI.
