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PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI DAI MODELLI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La protezione della privacy è una sfida crescente con lo sviluppo dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni. Meta, una delle aziende con più dati al mondo, ha annunciato il 10 giugno 2024 che tutti i post e le immagini su Instagram e Facebook, esclusi commenti e messaggi privati, possono essere utilizzati per addestrare i loro sistemi di AI.
Questo ha suscitato proteste da parte di associazioni per i diritti digitali, come la Noyb austriaca, portando Meta a ritrattare.
Gli utenti europei possono opporsi all’uso dei loro dati grazie al GDPR, anche se non è garantito che Meta accetti le richieste.
Le ragioni per opporsi sono molteplici : la protezione della privacy, il rischio di esposizioni a cybercriminali, e il fatto che Meta utilizzi i dati gratuitamente per trarne profitto.
Anche se Meta promette di rispettare le opposizioni, potrebbe comunque utilizzare i dati in alcune circostanze, come quando appaiono in contenuti condivisi da altri utenti.
Se volete opporvi vi indichiamo di seguito come fare.
FACEBOOK : gli utenti di FB possono compilare un modulo per opporsi all’uso dei loro dati, indicando il paese di residenza e il motivo dell’opposizione. La risposta di Meta non è garantita e anche se accolta, non offre però una protezione retroattiva.
ADOBE : anche Adobe analizza i contenuti degli utenti per migliorare i propri prodotti e servizi. E’ possibile disattivare questa opzione nelle impostazioni dell’account.
GOOGLE GEMINI : per gli utenti che non vogliono permettere all’azienda di usare le loro conversazioni, possono disattivare questa funzione nelle impostazioni di attività.
QUORA : attualmente non utlizza i contenuti degli utenti per l’addestramento dei suoi modelli di linguaggio, ma offre comunque un’opzione nelle impostazioni per evitare che ciò avvenga in futuro.
LINKEDIN : utilizza vari dati degli utenti per addestrare i propri strumenti di AI generativa, ma un’associazione di consumatori, "Altroconsumo", ha presentato ricorso al Garante della privacy per interrompere questa pratica.
SUBSTACK : permette di bloccare l’uso dei propri contenuti per l’addestramento di AI nelle impostazioni, ma avverte che ciò potrebbe limitare la visibilità delle pubblicazioni.
Per tutte le altre aziende, è consigliabile cercare nelle impostazioni della privacy delle rispettive piattaforme per gestire l’uso dei dati.
