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Adobe aggiorna i termini di servizio: nessun uso delle opere per l’addestramento dell’AI
Adobe aggiorna i termini di servizio: nessun addestramento dell’AI sui lavori dei propri utenti.
DukeRem11 giugno 2024

Adobe aggiorna i termini di servizio: nessun addestramento dell’AI sui lavori dei propri utenti.

Adobe, con l’intenzione di ristabilire la fiducia tra i suoi utenti, ha deciso di aggiornare i termini di servizio per chiarire che non utilizzerà i lavori dei clienti per addestrare l’AI. Il nuovo aggiornamento, previsto per il 18 giugno, mira a eliminare qualsiasi ambiguità riguardo l’uso dei dati degli utenti.

Adobe ha annunciato l’aggiornamento dei termini di servizio tramite un post sul blog aziendale, dopo aver affrontato una settimana di critiche da parte degli utenti che temevano che la società potesse utilizzare le loro opere per addestrare i modelli di AI generativa. David Wadhwani, presidente della sezione media digitale di Adobe, ha sottolineato che l’azienda non ha mai utilizzato il contenuto dei clienti per tali scopi e non ha mai rivendicato la proprietà delle loro opere.

Le preoccupazioni della comunità creativa sono esplose quando è emerso un aggiornamento dei termini di servizio che menzionava l’AI, portando molti a interpretare che Adobe si stesse riservando il diritto di usare liberamente le opere degli utenti per addestrare i propri modelli di AI. Tuttavia, Wadhwani ha chiarito che tale interpretazione era errata e che la politica di Adobe non è mai cambiata in tal senso. Scott Belsky, Chief Product Officer di Adobe, ha riconosciuto che la formulazione dei termini era "poco chiara" e che "fiducia e trasparenza sono fondamentali in questi tempi".

Wadhwani ha inoltre affermato che "in retrospettiva, avremmo dovuto modernizzare e chiarire i termini di servizio prima" e ha ribadito che l’intento non era mai stato quello di permettere l’addestramento dell’AI sui lavori dei clienti.

La comunità creativa ha da tempo espresso riserve nei confronti di Adobe, accusandola di monopolio nel settore, di politiche di prezzo basate su abbonamenti e di uso dell’AI generativa. Per evitare preoccupazioni etiche, Adobe ha addestrato il suo modello di AI Firefly su immagini Adobe Stock, contenuti con licenze aperte e materiali di pubblico dominio. Tuttavia, alcuni artisti hanno trovato immagini simili alle loro opere su Adobe Stock, sollevando dubbi sulla protezione delle opere.

Wadhwani ha riconosciuto che la moderazione dei contenuti per l’addestramento di Firefly non sarà mai perfetta, ma ha rassicurato che Adobe può rimuovere i contenuti che violano le sue politiche e che i clienti possono scegliere di non partecipare ai sistemi automatizzati di miglioramento dei servizi. Nel post sul blog, Adobe ha riconosciuto che "la fiducia deve essere guadagnata" e ha accolto i feedback per discutere i nuovi cambiamenti. Wadhwani ha concluso dicendo: "Siamo determinati a essere un partner di fiducia per i creatori nell’era che ci attende. Lavoreremo instancabilmente per renderlo possibile."

Punti chiave:

  • Adobe aggiorna i termini di servizio per garantire che i lavori dei clienti non siano usati per addestrare l’AI.
  • L’aggiornamento mira a ristabilire la fiducia e chiarire le politiche di Adobe.
  • La comunità creativa ha espresso preoccupazioni riguardo l’uso dell’AI e le politiche di prezzo di Adobe.
  • Adobe continua a lavorare per garantire la trasparenza e la fiducia dei suoi utenti.