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Violante: la Neurotecnologia può mettere a rischio la nostra mente?
Editorial Team28 maggio 2024

   

VIOLANTE: LA NEUROTECNOLOGIA MINACCIA LA LIBERTA’ E L’INTEGRITA’ DEL CERVELLO UMANO

 

Luciano Violante, presidente di Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine ETS, ha recentemente evidenziato la necessità di proteggere i neurodiritti al convegno " State of Privacy-focus sull’Intelligenza Artificiale" tenutosi a Firenze.

Violante ha affermato che la neurotecnologia, sebbene possa rivoluzionare positivamente le nostre vite, rischia anche di trasformare il nostro cervello in un campo di sorveglianza e manipolazione.

Per questo è cruciale stabilire una serie di diritti e restrizioni etico-giuridiche.

I Neurodiritti includono:

1. Tutela della privacy mentale: i dati cerebrali devono essere gestiti con la massima riservatezza e regolati rigorosamente in termini di utilizzo, vendita, e trasferimento commerciale.

2. Protezione dell’identità personale: E’ essenziale salvaguardare il senso di sè, limitando tecnologie che potrebbero alterarlo.

3. Accesso equo alle neurotecnologie: Garantire che tutti possano accedere in modo paritario alle tecnologie per il potenziamento mentale.

4. Prevenzione dei bias algoritmici: Assicurarsi che gli algoritmi delle neurotecnologie non creino discriminazioni.

5. Autonomia individuale: difendere l’indipendenza delle persone da manipolazioni esterne tramite neurotecnologie.

Violante propone inoltre due divieti fondamentali:

1. Interferenze senza consenso: vietare la lettura, diffusione o alterazione degli stati mentali senza l’esplicito consenso dell’individuo.

2. Manipolazioni non autorizzate delle capacità neuronali: Impedire interventi che possano causare danni diretti alle funzioni cerebrali delle persone.

Questa riflessione si inserisce in un contesto più ampio di costruzione di una " civiltà digitale" centrata sulla dignità umana e sulla consapevolezza delle sfide tecnologiche.

Violante esorta ad un esame critico per evitare la marginalizzazione dell’essere umano in favore di una visione post-umana e sottolinea l’importanza di un progresso tecnologico che promuova lo sviluppo degli individui e delle comunità.