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Quando la velocità incontra il silicio: la corsa invisibile di McLaren e Cisco
Nel cuore della Formula 1, tra il rombo dei motori e il silenzio dei server, la partnership tra McLaren e Cisco trasforma ogni dato in energia pura, intrecciando connessione e sicurezza come le traiettorie perfette di un giro da record
Editorial Team16 ottobre 2025

 


Dietro l’effervescenza del Gran Premio di Austin, McLaren e Cisco intrecciano velocità e cybersecurity in un’inedita alchimia digitale. La vettura non è più solo gran turismo: è nodo di una rete globale protetta, fatta di connessioni ultraveloci, firewall, intelligenza difensiva e visibilità end-to-end.

Punti chiave:

  •  Cisco ha assunto il ruolo di Official Security Partner di McLaren, estendendo la collaborazione oltre la connettività.
  •  Le soluzioni implementate includono Secure Firewall, XDR, ThousandEyes, Webex e l’integrazione con Splunk per osservabilità avanzata.
  •  Più di 300 sensori per vettura generano centinaia di milioni di dati a ogni weekend, che viaggiano fra pista e quartier generale con latenza minima. 
  •  L’ambiente agonistico diventa un banco di prova per tecnologie che, nate in pista, trovano applicazioni nei settori enterprise più esigenti. 

Nel vivace fermento prima della gara, l’universo McLaren pulsa di impulsi digitali: ogni curva tracciata, ogni millisecondo rilevato, ogni strategia calibrata si nutre di una rete invisibile ma capace di fronteggiare insidie globali. È qui che entra in scena Cisco, non più solo fornitore di infrastrutture, ma guardiano di un ecosistema dove connessione e protezione si fondono. La partnership, iniziata con la collaborazione tecnologica e rafforzata nel tempo, ha preso una piega nuova nel 2024, quando Cisco è diventata ufficialmente il braccio protettivo per la cybersecurity del team. 

La pista non è solo un rettilineo di velocità: è un crocevia di dati. Le monoposto McLaren sono dotate di centinaia di sensori che veicolano flussi di informazione vitali  parametri motore, carico aerodinamico, comportamento delle gomme  verso un data center mobile dentro il paddock, da lì verso il quartier generale in Gran Bretagna. Cisco “impila” tecnologie: reti MPLS, switch Catalyst, Wi-Fi 6E, strutture ibride fra hardware locale e cloud, orchestrati in chiave sicura e resiliente. 

Ma l’impulso reale scaturisce nella tensione fra velocità e minaccia. Ogni pacchetto dati è cifrato, ispezionato, validato. Il firewall non è una barriera statica: si espande in una “tessitura” distribuita che protegge garage, uffici, persino collegamenti remoti. Con Cisco XDR e strumenti di analisi e risposta unificata, gli operatori del network (da Woking a Austin) vedono tutto, reagiscono presto, aggirano eventuali attacchi prima che compromettano una strategia. 

L’aspetto culturale è altrettanto importante: la mentalità “zero trust” permea ogni reparto. Non è sufficiente avere tecnologia: serve che ogni ingegnere, pilota, tecnico la usi con consapevolezza. Formazione, protocolli rigorosi, sensibilità al rischio  è un incontro fra mente e macchina. In un mondo dove la disconnessione non è ammessa, la resilienza diventa il vero margine competitivo.

Ed è qui che la pista diventa laboratorio: le condizioni estreme, l’urgenza del decision–making, la dispersione geografica dei circuiti  tutto diventa terreno di stress per infrastrutture e soluzioni. Le stesse architetture testate in F1  firewall “fabric”, automazione, osservabilità  possono uscire dal paddock e offrire robustezza a imprese, istituzioni e contesti critici. La partnership McLaren-Cisco diventa così specchio e banco di prova per le tecnologie del futuro.

In questa corsa contro il tempo, la sicurezza corre accanto alla velocità: è un guardiano silenzioso, un’alleanza invisibile che consente alle gomme di gripparsi all’asfalto e al team di spingere verso il limite.