Opera Neon, il browser che prende per mano l’utente e cammina nel web al suo posto | | | | Turtles AI
Opera ha svelato Neon, un browser “agentico” dotato di AI che non si limita a rispondere, ma agisce: compila moduli, organizza compiti, genera codice e persino applicazioni. Per usarlo occorre un abbonamento, e l’accesso iniziale è su invito.
Punti chiave:
- Neon introduce tre modalità principali: Chat, Do e Make, per dialogare, delegare compiti e costruire contenuti.
- Una funzione chiamata Cards consente di salvare prompt riutilizzabili, come moduli predefiniti per attività ricorrenti.
- Le Attività (Tasks) permettono di condensare in spazi dedicati operazioni multiple con contesto isolato.
- Il browser opera sugli intenti degli utenti e svolge compiti localmente quando possibile, con opzioni cloud per lavori lunghi.
Quando Opera annunciò Neon a maggio, parlava già di un browser che “comprende l’intento” dell’utente, trasformando desideri in azioni autonome. Ora, con il lancio ufficiale, quelle promesse si tradurranno in un prodotto concreto, accessibile inizialmente su invito e dietro pagamento mensile.
Neon strappa il browser dal solo ruolo di finestra sul web e lo trasforma in un alleato attivo: anziché limitarsi a trasmettere pagine, può compilare form, fare prenotazioni, paragonare prodotti fra schede diverse, persino generare report visivi e codice. Il trucco chiave è che agisce tenendo in memoria il contesto della navigazione: può estrarre dati da un video YouTube visto tempo addietro o da un articolo letto ieri, per inserirli in un nuovo flusso di lavoro.
In Neon, “Do” è l’agente che naviga per te, compilando pagine web e interfacciandosi con siti secondo il tuo comando; “Chat” è l’interfaccia conversazionale; “Make” invece costruisce applicazioni, prototipi, giochi o componenti interattive anche mentre tu passi ad altro. Le Cards sono come tessere logiche di azione: puoi abbinarle (es. “estrai-dati” + “tabella-comparativa”) per realizzare flussi personalizzati.
Il modello operativo punta alla massima efficienza: dove possibile Neon esegue le azioni localmente sul dispositivo, per evitare di inviare dati al cloud; se invece il compito richiede risorse più complesse, l’agente procede in cloud e continua a lavorare anche quando il browser è chiuso.
Questo pone questioni di prestazioni, privacy e affidabilità: Opera afferma che l’architettura ibrida protegge gli utenti dai rischi tipici dell’AI in cloud, ma sarà sotto esame nel mondo reale.
L’offerta al momento è riservata a un nucleo pilota che riceverà inviti: chi vi accede potrà usare Neon al costo di circa 19,99 USD al mese. In parallelo, Opera invita gli utenti interessati a iscriversi a una lista d’attesa per l’accesso successivo.
Neon ridefinisce il browser come piattaforma agentica: non più semplice strumento passivo, ma motore che interpreta intenzioni, esegue sequenze e persino crea connettori fra fonti diverse. Si inserisce in un panorama affollato: rivalità con Comet di Perplexity e Dia di The Browser Company, oltre alla spinta dei giganti Google e Microsoft che integrano AI nei loro browser esistenti.
Una nuova generazione di navigazione è alle porte chi accetterà l’invito potrà sperimentarla in anteprima.





