Nvidia tra due mondi: chip giganti, ombre geopolitiche e fame di gigawatt | | | | Turtles AI
Nvidia mira a ricavi H20 in Cina fino a 5 miliardi di dollari, se superate le tensioni geopolitiche; forte aumento di rack GB300 e GB200; Vera Rubin con sei chip già taped-out; domanda pre-programmata su scala “gigawatt”.
Punti chiave:
- Possibile giro d’affari di 2–5 mld $ da GPU H20 in Cina nel Q3 se le licenze Usa-Cina si stabilizzano.
- Crescita del 12 % nel Q2 per data center, networking incluso, con obiettivo 17 % nel Q3.
- Adozione rapida dei rack Blackwell GB200 e GB300 Ultra, con espansione pianificata su larga scala.
- Vera Rubin: sei chip taped-out, domanda prevista di diversi gigawatt ancor prima del lancio sul mercato.
In un unico fluido resoconto esaustivo, la CFO di Nvidia Colette Kress ha dipinto un quadro dove le tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino ostacolano la piena valorizzazione dei ricavi legati alle GPU H20 in Cina, pur avendo ottenuto le licenze dall’amministrazione Trump. Ha precisato che se queste frizioni si attenuassero, da luglio a settembre l’azienda potrebbe fatturare tra 2 e 5 miliardi di dollari dalle vendite di H20 nel mercato cinese. Parallelamente, ha sottolineato che nel secondo trimestre del 2025 il segmento data center, comprensivo di networking, ha registrato una crescita sequenziale del 12 %, e che le previsioni per il terzo trimestre puntano a un progresso del 17 %.
Kress ha descritto l’espansione “senza soluzione di continuità” dei rack GB200 e GB300 Ultra, evidenziando come la GB300 sia diventata rapidamente una componente significativa del mix prodotti, con una transizione che molti non avevano intuito fino in fondo. In linea con report indipendenti, Nvidia potrebbe registrare un aumento fino al 300 % nell’utilizzo di GB300 nel terzo trimestre rispetto al secondo.
Sul fronte Vera Rubin, piattaforma di nuova generazione, la CFO ha annunciato che i sei chip previsti sono tutti già ‘taped-out’, con una cadenza di rilascio annuale già pianificata. Ha aggiunto che, ancor prima del debutto commerciale, sono già state prenotate richieste di capacità su scala “gigawatt” per capacità data center alimentate da Rubin, coerenti con i grandi cluster AI previsti nei prossimi anni.
Kress ha respinto l’idea che chip AI personalizzati ed economici (come quelli di Broadcom, con un presunto contratto da 10 mld $) costituiscano una vera minaccia a Nvidia, affermando che i modelli di ragionamento avanzati generano una domanda che richiede soluzioni GPU su larga scala, dove la potenza per watt e per dollaro diventa cruciale. Ha evidenziato come enormi sistemi AI consumino energia per tutto il ciclo di vita di quattro-sei anni, rendendo inevitabile l’ottimizzazione di prestazioni energetiche e costi operativi.
Ha infine delineato una strategia tecnica e commerciale mirata: realizzare infrastrutture data center su larga scala con efficienza energetica e costo totale ottimizzati, pre-ottimizzate su rack dove tutti i chip Blackwell e Rubin lavorano insieme in modo sinergico, a vantaggio di occupazione di potenza e densità computazionale.
Kress ha illustrato una visione dove l’opportunità cinese attende una stabilizzazione geopolitica, la crescita dei sistemi Blackwell è già in atto e la piattaforma Rubin è pronta a guidare un salto della domanda su scala “gigawatt”.


