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Dal cuore al cervello di ChatGPT: il cambio di rotta dentro OpenAI
Il team che ha dato voce e personalità ai modelli si fonde con il gruppo tecnico principale, mentre Joanne Jang inaugura OAI Labs per immaginare nuove forme di dialogo e collaborazione tra esseri umani e AI
Editorial Team7 settembre 2025

 


OpenAI ha fuso il suo team Model Behavior nel più ampio gruppo Post Training: circa 14 ricercatori ora rispondono a Max Schwarzer su decisioni post-addestramento. La fondatrice Joanne Jang lancia OAI Labs per nuove interfacce uomo-AI, oltre la chat.

Punti chiave:

  • Model Behavior (~14 persone) ora integrato nel team Post Training guidato da Max Schwarzer.
  • Il team ha plasmato la “personalità” dei modelli GPT-4, GPT-4o, GPT-4.5 e GPT-5, riducendo adulazione e bias.
  • Joanne Jang lascia il vecchio ruolo per guidare OAI Labs, un laboratorio dedicato a prototipi di collaborazione uomo-AI.
  • Jang esplorerà interfacce oltre la chat e gli agenti autonomi, aperta a idee da partner come Jony Ive.

Nel silenzio ordinato di agosto, Mark Chen  responsabile della ricerca di OpenAI  ha inviato una nota interna che ha segnato il passaggio del team Model Behavior sotto l’ombrello del gruppo Post Training. Circa quattordici ricercatori, fino a ieri impegnati a definire tono, temperamento e coerenza dei modelli AI, ora fanno capo a Max Schwarzer, che guida il lavoro post-addestramento dei modelli principali dell’azienda. Anche un portavoce di OpenAI ha confermato i cambiamenti.

Model Behavior è stato uno dei pilastri nell’evoluzione dei sistemi GPT a partire da GPT-4 fino a GPT-5, impegnato a ridurre fenomeni come l’adulazione (ovvero la tendenza del modello a concordare indiscriminatamente con l’utente), a contenere bias politici e a definire il comportamento etico dei sistemi (Bitget, HyperAI). Secondo Chen è il momento di far dialogare più strettamente questo lavoro con lo sviluppo centrale dei modelli, segnalando che la “personalità” dell’IA è ormai componente fondamentale nell’architettura complessiva.

Parallelamente, Joanne Jang  cofondatrice e guida storica di Model Behavior, in OpenAI da quasi quattro anni  ha annunciato su X il suo nuovo progetto: OAI Labs. Il laboratorio nasce con l’obiettivo di creare e prototipare nuove interfacce per la collaborazione tra persone e AI, spostandosi oltre il paradigma della semplice chat, e aprendo a possibilità per pensare, creare, giocare e connettersi attraverso strumenti ancora non definiti. Jang ha dichiarato che almeno inizialmente il nuovo team riferirà ancora a Chen, anche se i dettagli sui progetti non sono ancora stati resi noti.

In un’intervista con TechCrunch, Jang ha sottolineato il desiderio di spostarsi oltre la chat e gli agenti autonomi, per esplorare modelli di interazione più ricchi e collaborativi: sistemi come strumenti di pensiero, apprendimento, creazione, socialità. Ha anche precisato di essere aperta a collaborazioni con figure come Jony Ive  ora coinvolto nei progetti hardware di OpenAI  pur prevedendo di partire da aree in cui ha già esperienza consolidata.

Negli ultimi mesi, OpenAI è stata sotto scrutinio perché GPT-5 era percepito da alcuni utenti come troppo freddo e meno empatico, nonostante i miglioramenti nell’adulazione: l’azienda ha dunque riportato GPT-4o tra i modelli disponibili e rilasciato aggiornamenti per rendere GPT-5 più caloroso senza aumentare l’adulazione. Le dinamiche di personalità e tono, su cui lavorava Model Behavior, sono diventate dunque questioni centrali.

OAI Labs sembra destinata a esplorare interfacce radicalmente nuove, ancora prive di forma definita ma con uno scopo chiaro: immaginare modi di lavorare con l’AI non più solo conversazionali o agentici, ma più liberi, ricchi di contesto e di possibilità. La traiettoria tracciata da Jang, da DALL·E 2 ai modelli GPT, suggerisce un’attenzione costante a come le persone interagiscono realmente con l’AI e come queste interfacce possano liberare creatività e connessioni piuttosto che limitarle.

La riorganizzazione non è un terremoto ma un segnale: l’allineamento tra comportamento del modello e sviluppo tecnico assume rilievo strategico. La scelta di accorpare Model Behavior nel cuore del processo simbolizza un’attenzione crescente alla psicologia e all’empatia dell’AI. Joanee Jang, che guida la nuova OAI Labs, continua a incarnare l’idea che l’AI sia qualcosa da collaborare, non solo da consultare.

La mossa evidenzia come OpenAI riconosca che il modo in cui un modello “si comporta”  racconta, suggerisce, incoraggia  non sia un optional, ma un asse portante dell’evoluzione tecnologica.