Il Giappone accende il forno stellare dei supercalcoli | | | | Turtles AI

Il Giappone accende il forno stellare dei supercalcoli
Con FugakuNEXT, RIKEN, Fujitsu e NVIDIA cucinano CPU e GPU a fuoco lento: un ibrido AI-HPC pronto a servire modelli climatici, farmaci e idee, con 600 exaFLOPS nel menù e l’energia di un’intera città
Editorial Team24 agosto 2025

 


FugakuNEXT è il nuovo supercomputer giapponese, nato dalla cooperazione tra RIKEN, Fujitsu e NVIDIA. Hybrid AI-HPC di prossima generazione, punta al primo sistema "zetta-scale" con CPU MONAKA-X, GPU NVIDIA, NVLink Fusion, efficienza da 40 MW.

Punti chiave:

  • Prima supermacchina di punta giapponese con GPU NVIDIA integrate
  • Obiettivo: 5× potenza hardware e 100× performance applicativa rispetto a Fugaku
  • Prestazioni AI attese: fino a 600 exaFLOPS (FP8 sparse), nei limiti energetici attuali
  • Operatività prevista: entro il 2030 presso il campus RIKEN di Kobe (Port Island)

 

In una mattina di Tokyo  o forse sera, dettano il ritmo soltanto i fusi orari globali  è emerso un sogno concreto: FugakuNEXT, un colosso del calcolo che non si accontenta di rincorrere Terra, GPU e nube, bensì mette in scena il futuro. Non è solo un aggiornamento né un lifting hardware: RIKEN, Fujitsu e NVIDIA hanno scelto di scrivere insieme l’alba di un’era “AI-HPC” con le lettere maiuscole. Al lancio ufficiale, il 22 agosto, sembrava di assistere a un incrocio tra un rituale istituzionale e una conferenza sulle meraviglie della scienza: da un lato Makoto Gonokami e Satoshi Matsuoka, dalla storica sapienza di RIKEN; dall’altro Vivek Mahajan, che portava il pedigree Fujitsu, e Ian Buck, emissario NVIDIA, pronti a tessere un’architettura ibrida che osserveremo sulla terra, nei tornado, nei brevetti farmaceutici, nelle invenzioni estetiche prodotte dall’intelligenza artigiana delle simulazioni.

Questa macchina  in cantiere tra i segreti dei server e i grafici di efficacia  promette di superare il predecessore Fugaku: 5 volte più potenza pura a livello hardware, ma soprattutto 100 volte più agile nei progetti real-world, grazie a raffinamenti software e algoritmi fisici alla cosiddetta "precisione mista".

Dietro le quinte, batte un cuore Made-in-Japan raffreddato a logica e innovazione: i fuochi di CPU MONAKA-X (figlia della roadmap Fujitsu, su tecnologia 2 nm, con packaging 3D e basse tensioni), combinati, tramite il silicio NVLink Fusion, con GPU NVIDIA  inedito, per una macchina di punta nipponica. L’obiettivo dichiarato? Un picco AI superiore ai 600 exaFLOPS in FP8 sparse precision basta una potenza elettrica di 40 MW, stessa che alimenta l’attuale Fugaku.

Interessante come siano cambiate le regole del gioco: dove prima regnavano CPU monolitiche, ora entra di scena il sinfonico duetto CPU-GPU; dove si rincorreva la sola velocità, oggi si colora di sostenibilità, scalabilità, automazione. Pensare a carichi di lavoro che generano ipotesi, scrivono codice, simulano esperimenti in autonomia è quasi da fantascienza, se non fosse film già scritto in parte: la macchina si occuperà di modelli surrogate, reti neurali informate dalla fisica, ottimizzazione estetica nella produzione, simulazione atmosferica per terremoti e uragani.

Gli investimenti? Oltre 110 miliardi di yen (circa 740 milioni USD), più o meno il budget di un blockbuster tecnologico. Il teatro? Il campus RIKEN di Kobe, sull’isoletta di Port Island, dove però il sipario si alzerà soltanto attorno al 2030.

Nel mentre, il panorama HPC mondiale resta affollato: Fugaku scivolato al settimo posto nella classifica TOP500, sorpassato da giganti americani ed europei, mentre FugakuNEXT promette non solo di riguadagnare la vetta, ma di ridefinirne i confini. A detta degli esperti, il sistema dovrà sfornare novità software (continui benchmark, ottimizzazione, algorithmi ibridi, persino integrazione con QC) che riflettano l’ambizione di fare dell’"AI per la scienza" un linguaggio universale.

Insomma, il Giappone non si limita a rincorrere la potenza di calcolo: ha messo in cantiere un’idea di supercervello nazionale, co-ideato con l’estero, guidato da logica, silicio avanzato, efficienza energetica, AI spinta  e pronto, forse, ad ispirare altri Paesi. Nulla di più da aggiungere, ma la scena è ormai allestita.