Siri cerca voce nuova: tra mele, gemme e nuvole private | | | | Turtles AI
Apple, in ritardo nel settore AI, sta mettendo a confronto Siri “fatto in casa” con alternative esterne: OpenAI, Anthropic e ora Google (modello Gemini). Le discussioni sono aperte, un modello Gemini è già in sviluppo per girare su cloud privato Apple.
Punti chiave:
- Apple valuta modelli esterni per la nuova Siri attesa nel 2026
- Google ha già iniziato ad addestrare una versione di Gemini adattata ai server privati Apple
- In corso un confronto interno (“bake-off”) fra modello Apple (“Linwood”) e esterni (“Glenwood”)
- Gli aggiornamenti AI come “Apple Intelligence” finora hanno deluso sul piano della performance
Apple si trova a un bivio: promuovere la propria Siri potenziata o abbracciare la tecnologia di un concorrente come Google. Secondo Bloomberg, Cupertino sta esplorando una partnership con Big G per impiegare una versione personalizzata del suo modello Gemini come nucleo della nuova assistente vocale, posticipata al 2026 per via di problemi ingegneristici. Dopo aver sondato Anthropic e OpenAI (modelli Claude e ChatGPT), adesso un modello Gemini è già in fase di addestramento per girare sui server Private Cloud Compute di Apple.
Internamente, Apple sta tenendo una sorta di prova comparativa (bake-off): da un lato “Linwood”, modello sviluppato internamente, dall’altro “Glenwood”, basato su tecnologia esterna. Una decisione finale non è imminente: si parla di ancora diverse settimane prima di scegliere se restare in casa o affidarsi a un partner.
Sul fronte finanziario, la semplice notizia ha fatto salire i titoli: Alphabet guadagna tra il 3,2% e il 4%, Apple tra l’1,3% e l’1,6%.
Il contesto è chiaro: Google ha ampiamente superato Apple nell’implementazione di AI concrete nei dispositivi basti pensare alle capacità multimediali e contestuali di Pixel 10, già potenziato da Gemini, in contrapposizione agli aggiornamenti timidi e ritardati di Siri.
A maggior ragione, l’integrazione di Apple Intelligence (presentata nel 2024 con iOS 18, lanciata in Italia a marzo 2025) si è rivelata limitata: strumenti di rewriting, sintesi, filttri di notifiche e integrazione con ChatGPT (GPT-4o) hanno fatto da corredo, ma non hanno risollevato le sorti di Siri, spesso bocciata dagli utenti.
Alla fine, è un duello silenzioso, ospitato nei laboratori di Apple: lasciare che Siri nasca (o rinasca) da sé o dar prova che, anche in un duello con Gemini, Cupertino può ancora giocare d’anticipo.


