ALLEX, il robot che stringe la mano al futuro senza farsi male | Festina Lente - Notizie, recensioni e approfondimenti sull’intelligenza artificiale | Turtles AI
WIRobotics ha svelato ALLEX, un umanoide che “sente” e si adatta al mondo reale: mano ultra-sensibile a 15 DOF, braccio a basso attrito, corpo superiore a compensazione gravitazionale. Leggero, agile e modulare, punta a un utilizzo tramontano-quotidiano entro il 2030.
Punti chiave:
- Mano robotica compliance e forza sensibile fino a 100 gf, 15 DOF, ripetibilità ≤ 0,3 mm, forza di 40 N e presa a gancio > 30 kg.
- Braccio altamente retroguidabile: attrito e inerzia rotazionale ridotti di oltre 10× rispetto ai robot collaborativi convenzionali.
- Struttura leggera (mano ~700 g, assemblaggio spalla-giù ~5 kg), ma capace di sollevare > 3 kg con una mano.
- Design intrinsecamente flessibile senza sensori di forza, risposta dinamica su braccia, dita e vita, ottimizzato per addestramento ML e scalabilità.
In un’amichevole giornata coreana del 18 agosto 2025, WIRobotics ha tolto i veli da ALLEX – acronimo di “ALL-EXperience” – che sembra venuto al mondo con un paio di mani capaci di sussurrare alla realtà: una mano robotica piccola, leggera e ultra-sensibile (700 g appena), ma che “sente” reazioni fino a 100 gf, si muove con 15 gradi di libertà, ripete movimenti con precisione inferiore a 0,3 mm e può stringere come un pugno massiccio, esercitando fino a 40 N e afferrando oltre 30 kg con la presa ad uncino. Non sembra solo un braccio, ma una sinfonia di leggeri ingranaggi che rispondono come se riconoscessero il mondo intorno.
Accanto a questa mano quasi poetica, c’è un braccio che ha deciso di gettare via il freno: con un attrito e un’inerzia rotazionale oltre dieci volte più bassi rispetto ai robot collaborativi convenzionali, si comporta come una ballerina su piste di velluto, restituendo movimenti fluidi e speriamo inevitabilmente eleganti. La parte superiore del corpo, invece, ha adottato una cintura invisibile che annulla la gravità: non un colpo di scena, ma un semplice trucco meccanico che permette di sostenere carichi pesanti senza affaticamento, come chi indossa un costume da supereroe quotidiano.
Il risultato complessivo? Una creatura robotica leggera (manina da 700 g, resto del torso da 5 kg) che non sembra un pachiderma, ma può sollevare più di 3 kg per mano, e fa sembrare titanici quei robot collaborativi da oltre 20 kg prodi nel sollevare ma goffi nel muoversi.
ALLEX, poi, è un tipo flessibile: integra una compliance intrinseca che permette di interagire in tutta sicurezza con le persone, modulando la forza su braccia, dita e vita senza bisogno di sensori aggiuntivi; è una risposta dinamica al mondo reale, non una reazione pre-programmata. E, cosa non da poco, è stato progettato per chiudere il divario tra simulazione e pratica, un aspetto cruciale per l’addestramento tramite apprendimento automatico, promettendo autonomia e una scalabilità che farebbe invidia a un franchising ben avviato.
La storia di WIRobotics, nata nel giugno 2021 da ex ingegneri di Samsung, autrice di robot indossabili come WIBS e WIM premiati al CES 2024 e 2025, e forte di un finanziamento da KRW 13 miliardi in serie A nel marzo 2024 la portata dietro ALLEX segue un percorso coerente. L’azienda ha fondato il primo centro coreano di addestramento per robot indossabili, aperto hub per l’innovazione e ora sembra voler incastrare la robotica quotidiana nella vita di tutti, rafforzando legami con istituzioni come MIT, UIUC, UMass, KIST, Maxon e la startup AI fisica RLWRLD come a dire: il robot non basta, serve anche un cervello che ci capisca.
E il discorso si fa ancor più intrigante quando si scopre che ALLEX non è un semplice attrezzo, ma una piattaforma pensata per essere modulare: braccia, mani, corpo e guida potranno essere consegnati singolarmente o in combinazione, a semplificare personalizzazioni sul campo, in servizi, industria, o mondi domestici dove magari piegare i panni non è più un problema (o almeno, ci si spera).
Insomma, se lo spazio fra chi sogna bot domestici e chi ne progetta l’anatomia fosse un ponte, ALLEX ne è un pilastro. Non lo definirei una «rivoluzione» perché sembra più un raffinamento lucido, quasi ironico: la robotica che impara a essere gentile, precisa, leggera, pronta al tatto, ma con un senso pratico di gran lunga più umano di tanti mostri d’acciaio che ormai sembrano passati di moda.
Ecco ALLEX, un umanoide che sa di quasi umano non per la grazia dei movimenti, ma per la sorprendente sensibilità con cui si rapporta al nostro mondo.


