Silicio e cervelli in cordata: l’America arruola l’AI per scalare la scienza | | | | Turtles AI

Silicio e cervelli in cordata: l’America arruola l’AI per scalare la scienza
Con NSF e NVIDIA a fare da sherpa, Ai2 prepara modelli aperti e multimodali per dare agli scienziati strumenti potenti senza il prezzo da cattedrale hi-tech, puntando su dati, trasparenza e comunità accademica
Editorial Team18 agosto 2025

 


Con 152 milioni di dollari – 75 da NSF e 77 da NVIDIA – l’iniziativa OMAI guidata da Ai2 promette una trentina di modelli AI aperti, multimodali, addestrati su dati scientifici. Obiettivo: dar voce agli scienziati americani senza portafoglio da gigante.

Punti chiave:

  • Investimento pubblico-privato da 152 milioni di dollari per AI scientifica.
  • Modelli aperti, con pesi, dati e codice disponibili.
  • Focus su dati multimodali scientifici: testi, immagini, grafici.
  • Fondi per infrastrutture hardware e divulgazione nelle università.

Da Seattle a Washington, passando per le Hawaii: è un po’ come se MapQuest tracciasse una rotta imprevedibile ma coinvolgente verso il futuro dell’AI scientifica. La National Science Foundation e NVIDIA si sono messe al volante con un contributo di 75 milioni NSF più 77 milioni da NVIDIA, mettendo in pista il progetto OMAI (Open Multimodal AI Infrastructure to Accelerate Science), guidato dall’Allen Institute for AI (Ai2).

Niente modelli super blindati: qui si punta tutto sull’apertura. I modelli saranno rilasciati al modico prezzo dell’aria fritta: pesi, dati, codice e persino strumenti di valutazione saranno liberamente disponibili per chiunque voglia studiarli, adattarli o ricrearli da zero. Si tratta di una dichiarazione d’intenti contro la tendenza ai modelli proprietari che pensano da soli, senza spiegare nulla.

Di multimodalità si parla, e parecchio. Non solo testi, ma anche immagini, tabelle, grafici: cercare di insegnare agli scienziati a far dialogare testi accademici, dataset mal digeriti e tabelle ruspanti per arrivare a intuizioni mai concepite. Le applicazioni già in visione includono scoperte di materiali, predizione di funzioni proteiche (bravi biologi, tenetevi pronti) e il ripasso dei bug più imbarazzanti dei linguaggi su larga scala.

NVIDIA non ha portato solo assegni, ma anche scatoloni di hardware: sistemi HGX B300, architettura Blackwell Ultra e la piattaforma software AI Enterprise, una palestra per modelli robusti e allenati a reggere la mole di dati scientifici.

Ai2 non naviga in solitaria: il timone scientifico è affidato a Noah A. Smith, con la squadra che include l’Università di Washington (con la prof.ssa Hanna Hajishirzi), University of Hawai’i at Hilo, University of New Hampshire e University of New Mexico. Cirrascale e Supermicro fan da quartier generale tecnologico, fornendo infrastruttura hardware e servizi cloud maneggiabili come una playlist su Spotify.

È un investimento quinquennale – cinque anni per mettere le basi, rilasciare modelli, testare, ottimizzare, far crescere una comunità AI-scientifica americana che non dipenda dalle disponibilità delle grandi piattaforme. Il primo modello consistente è atteso circa 18 mesi dopo l’avvio.

Si mettono in fila le priorità della politica USA: infrastrutture, apertura, competizione globale. Non manca una battuta di propaganda tecnica: “l’AI è il motore della scienza moderna” e “intelligenza illimitata” diventa quasi uno slogan da palestra futurista. Ma sotto la carrozzeria c’è lavoro rigoroso: modelli con trasparenza, riproducibilità, fiducia — non solo in laboratorio, ma nel mondo reale.

Infine, il progetto è un colpo d’ala nella politica dell’AI: pubblico e privato collaborano per un ecosistema che non sia solo “modello-come-servizio”, ma “modello-come-comune scientifico”, dove ogni pezzo del processo è visibile, criticabile, riusoabile.

La scienza può riprendere a correre, con meno inciampi burocratici e più rigore tecnico.