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OpenAI accende il cielo: 200.000 GPU come costellazioni di silicio
Dal cuore degli USA ai fiordi norvegesi, passando per deserti e megawatt: la corsa di GPT-5 è un romanzo elettrico scritto con chip, cavi e contratti miliardari
Editorial Team12 agosto 2025

 


Una crescita fulminea: OpenAI ha moltiplicato per quindici la sua potenza di calcolo rispetto al 2024, dotandosi di oltre 200 000 GPU per il lancio di GPT-5, mentre progetta data center da gigawatt con Oracle, SoftBank e altri partner.

Punti chiave:

  • Incremento di capacità di calcolo di 15 volte dal 2024.
  • Utilizzo di oltre 200 000 GPU per distribuire GPT-5 a 700 milioni di utenti.
  • Nuovo accordo con Oracle per 4,5 GW di capacità data center negli USA.
  • Espansione di Stargate in Norvegia e altri paesi, con attenzione a energia sostenibile e infrastrutture giganti.

In un racconto che pare un romanzo industriale raccontato al calar dell’impero informatico, OpenAI ha messo il turbo: in soli sessanta giorni ha eretto più di sessanta cluster e assemblato un’ossatura digitale che smista più traffico di un continente intero, alimentata da oltre duecentomila GPU collegate a GPT-5, ora pronto a dialogare con 700 milioni di persone. È una marcia da centopassista che non risparmia dettagli tecnici, anzi li esibisce come trofei: una dorsale globale, enormi capacità elettriche in progettazione – ben 4,5 GW verso quella che chiamano superintelligenza – e annunci di assunzioni nei dipartimenti strategici, da data center a pianificazione della capacità.

E come nei migliori contratti d’altri tempi, Oracle entra a sorpresa con una penna d’oro, firmando per fornire altri 4,5 GW di potenza dedicata ai data center Stargate negli Stati Uniti – un accordo che vale oltre 30 miliardi di dollari annui. Questa espansione porta la capacità complessiva in sviluppo a oltre 5 GW, operativa su due milioni di chip, e promette di generare più di centomila nuovi posti di lavoro tra ingegneri, operai specializzati ed economie locali.

L’ombra del controllo geopolitico non manca: in Norvegia, a Narvik, OpenAI – insieme a Nscale e Aker – ha piantato un data center alimentato da energia rinnovabile, con raffreddamento liquido e mille ragioni natural-poetiche per scegliere quella terra fredda, ma dalle coste calde di possibilità. Ecco, il racconto si snoda tra linee elettriche, cluster vorticosi, ambizioni planetarie, ma anche tra vertici ideologici: SoftBank, Oracle, G42, Cisco – un’alleanza che sfida la noiosa compatibilità per trasformarla in opera titanica.

Tra ironia e pragmatismo, si vede un futuro non scritto ma in costruzione: un campus negli Emirati, edifici scandinavi nascosti tra fiordi, contratti miliardari firmati negli Stati Uniti, e GPU che si accendono come stelle in una galassia informatica.