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Netflix sperimenta l’AI per gli effetti visivi di The Eternaut
Per la prima volta una scena di crollo è stata realizzata con AI generativa: velocità decuplicata e costi ridotti, senza rinunciare al controllo creativo umano
Editorial Team19 luglio 2025

 

 Netflix ha confermato l’uso della generazione AI per la prima volta in una sua serie originale, la produzione argentina The Eternaut, utilizzata per realizzare un collasso di edificio a Buenos Aires. La sequenza è stata eseguita dieci volte più velocemente e a costi ridotti.

Punti chiave:

  • Prima applicazione di AI generativa in un effetto visivo finale su Netflix.
  • Sequenza di collasso realizzata in collaborazione con Eyeline Studios.
  • Esecuzione dieci volte più rapida e a costi altrimenti non sostenibili.
  • Netflix difende l’uso dell’AI come supporto creativo, non sostituzione.

Netflix ha annunciato il primo utilizzo “reale” di AI generativa nella sua serie argentina di fantascienza The Eternaut, basata sull’omonimo fumetto di Héctor Oesterheld: una scena di crollo di un edificio a Buenos Aires è stata realizzata con strumenti AI, in collaborazione con il team interno Eyeline Studios. Il co‑CEO Ted Sarandos ha dichiarato che la sequenza è stata completata dieci volte più velocemente rispetto alle tecniche VFX tradizionali e che il costo sarebbe stato insostenibile senza questa tecnologia. Sarandos ha ribadito che si tratta del “primo footage finale generato da AI” in un contenuto originale Netflix.

La strategia aziendale di Netflix prevede l’adozione dell’AI generativa anche in altri ambiti: il motore di ricerca conversazionale già introdotto su dispositivi mobili, annunci creati con scenografie tematiche (come inserimenti plug-in in Stranger Things) e la possibilità per brand e creatori di sfruttare l’AI per progettare contenuti pubblicitari. Secondo Sarandos, queste tecnologie non solo riducono i costi, ma possono elevare la qualità del prodotto: citando quanto dichiarato nel primo trimestre del 2025, l’innovazione tramite AI può far migliorare un film o una serie del “10 %” più significativo che tagliare spese del 50 %.

L’applicazione di AI negli effetti visivi apre nuove possibilità creative per produzioni con budget contenuto: utilizzando strumenti di pre‑visualizzazione, pianificazione delle riprese e simulazioni, anche team ridotti o indipendenti possono realizzare sequenze spettacolari che prima erano appannaggio delle produzioni hollywoodiane.

Tuttavia, l’intervento dell’AI nell’industria audiovisual ha riacceso preoccupazioni: le controversie del 2023 legate a SAG‑AFTRA e WGA includevano richieste di salvaguardie per attori e sceneggiatori, che temevano l’automazione dei ruoli. L’accordo sindacale dello sciopero includeva decisioni su come tutelare il lavoro umano nella produzione con AI.

Netflix, tuttavia, sostiene che gli operatori che utilizzano l’AI rimangono “persone reali che svolgono un lavoro reale” e che strumenti AI sono un supporto alla creatività, non un sostituto, migliorando le fasi di sviluppo della produzione visuale. Sarandos ha sottolineato che il team creativo e il pubblico sono stati “soddisfatti” dei risultati.

Inoltre, è noto che Netflix aveva già utilizzato l’AI in progetti precedenti: in Pedro Páramo (2024) la tecnologia Vanity AI ha permesso di ringiovanire i personaggi a costi molto inferiori rispetto ai metodi tradizionali, paragonabili alle spese sostenute per The Irishman di Scorsese. Nel frattempo, altre istituzioni – come l’Accademia del Cinema spagnola – hanno introdotto regole restrittive sull’emergere dell’AI nei prestigiosi premi Goya.

Netflix, secondo Sarandos e il co‑CEO Greg Peters, intende sfruttare l’AI per migliorare l’esperienza utente (come nel caso della ricerca vocale) e facilitare l’accesso a strumenti creativi più avanzati anche per pubblicitari e creator.

Queste iniziative delineano un approccio tecnologico che integra AI generativa nella pipeline di produzione audiovisiva, mirando a sostenere contenuti più competitivi e accessibili, senza tuttavia sostituire la componente umana.