Nvidia prepara un chip AI su misura per la Cina nel rispetto delle restrizioni USA | | | | Turtles AI
Nvidia lancerà già a settembre un chip AI appositamente adattato per il mercato cinese, nato dal Blackwell RTX Pro 6000 e privato di HBM e NVLink per rispettare i nuovi controlli americani. Il CEO Huang torna in Cina per incontrare autorità e rafforzare l’impegno nel paese.
Punti chiave:
- Chip basato su Blackwell RTX Pro 6000 modificato per rientrare nei limiti imposti dagli USA.
- Esclusione di memoria ad alta larghezza di banda e interconnessione NVLink per conformità.
- Lancio previsto in Cina a settembre, dopo approvazione normativa di Washington.
- Jens Huang sarà a Pechino per rafforzare rapporti con il governo e gli operatori locali.
Nvidia, leader mondiale nei semiconduttori, intende riprendere la vendita di chip AI in Cina già a settembre, presentando una versione appositamente limitata del Blackwell RTX Pro 6000. Il progetto nasce in risposta alle restrizioni statunitensi all’esportazione, che proibiscono l’invio delle versioni più performanti di chip verso la Cina. Il processore destinato al mercato cinese sarà privo di memoria HBM e dell’interfaccia NVLink, componenti chiave delle soluzioni Nvidia più avanzate, al fine di rientrare nei parametri delle regole USA.
Questo chip, noto internamente come RTX Pro 6000D o B40, userà memorie GDDR7 e non beneficerà del packaging CoWoS di TSMC, caratteristiche che lo rendono compliant ma meno performante rispetto all’H20, da cui deriva. Il prezzo stimato si colloca tra 6.500 e 8.000 dollari, sensibilmente inferiore ai circa 10.000–12.000 dollari del modello H20, ma pensato per mantenere un’offerta Nvidia competitiva nel paese. La società mira a dare continuità alle forniture, assicurando scorte adeguate nonostante l’incertezza normativa.
Per garantire il via libera da parte del governo statunitense, Nvidia ha avviato consultazioni con l’amministrazione e non lancerà il prodotto prima di avere certezze legali. Nel frattempo, alcuni clienti cinesi hanno già testato prototipi e manifestato interesse per ordini importanti, anche se la domanda non sarà equiparabile a quella generata dall’H20. Il motivo principale è il costo e le complessità derivanti da un eventuale passaggio dall’ecosistema CUDA di Nvidia verso soluzioni alternative.
Durante la recente conferenza Computex, il CEO Jensen Huang ha definito inefficaci le restrizioni USA, sottolineando che favoriscono lo sviluppo interno in Cina e vedono crescere concorrenti come Huawei. La sua presenza prevista per settembre a Pechino, in occasione della Supply Chain Expo, include incontri programmati con il premier Li Qiang e il vicepremier He Lifeng—eventi tuttora soggetti a conferma da parte cinese. Questi incontri mirano a riaffermare l’importanza strategica del mercato cinese per Nvidia, che vale circa 17,1 miliardi di dollari, pari al 13 % delle vendite globali.
Secondo Reuters, la produzione potrebbe iniziare già a giugno, ma il lancio commerciale verrà rimandato a settembre per attendere i via libera finali. Allo stesso tempo, Nvidia sta rafforzando la propria presenza in Cina con un nuovo centro di ricerca a Shanghai, volto a meglio comprendere le esigenze del mercato locale pur operando all’interno dei vincoli regolatori USA.
Nvidia bilancia attentamente tra regole statunitensi e interesse strategico verso la Cina, adattando il proprio portafoglio tecnico e diplomatico.


