Gelsinger lancia FAI: l’AI alla prova dei valori umani | | | | Turtles AI
Pat Gelsinger, ex‑Ceo di Intel, ha lanciato Flourishing AI (FAI) in collaborazione con Gloo, un benchmark che valuta l’allineamento dei modelli AI con valori umani come virtù, relazioni, felicità, salute, scopo, stabilità economica e spiritualità basandosi su Global Flourishing Study.
Punti chiave:
- Valutati sette ambiti: carattere, relazioni, felicità, significato, salute, finanze, fede.
- Il test include 1.229 domande curate da esperti, mix di soggettive e oggettive.
- Nessun modello supera il punteggio di eccellenza (90/100); la fede è l’area più debole.
- Metodologia aperta e collaborativa, con rubriche trasparenti e coinvolgimento della comunità scientifica.
Pat Gelsinger, dopo oltre quarant’anni in Intel, ha deciso di focalizzare la sua attenzione sul tema dell’etica e dei valori nell’AI. In qualità di executive chair e responsabile tecnologia presso Gloo, società dedicata alla “faith tech”, ha presentato il benchmark Flourishing AI (FAI), pensato per misurare come i modelli di linguaggio avanzati si allineino ai bisogni fondamentali dell’essere umano. Partendo dagli studi condotti da Harvard e Baylor sul benessere globale (Global Flourishing Study), Gloo ha individuato sei dimensioni fondamentali – rafforzate poi dalla settima, “Fede e Spiritualità” – per un approccio completo alla valutazione. La metrica si basa su un set di 1.229 quesiti (domande oggettive e scenari soggettivi), valutati tramite rubrica rigorosa e giudicate da LLM con ruoli esperti.
I risultati preliminari mostrano che nessun modello raggiunge il traguardo di 90 punti su tutte le dimensioni; il punteggio medio generale si attesta intorno al 60%, con le prestazioni migliori in ambiti come finanza e salute (circa 81% e 72%), mentre quella spirituale si ferma al 35%. I modelli di punta includono OpenAI o3 (72 punti), Gemini 2.5 Flash (68), Grok 3 (67) e GPT‑4.5 (66), che però evidenziano tutti carenze significative nella componente “faith” e “meaning”. Ciò suggerisce un divario tra la capacità tecnica e la capacità di offrire risposte che nutrano il senso esistenziale o morale.
La metodologia si distingue per l’uso della media geometrica, che penalizza le performance sbilanciate e promuove una valutazione equilibrata su tutte le dimensioni. Il progetto è nato in chiave open source e coinvolge ricercatori da più ambiti – psicologia, teologia, filosofia, etica, AI safety – invitando la comunità scientifica a contribuire ampliando la rappresentatività culturale e religiosa, affinando domande e rubriche.
Già da febbraio, Gloo aveva anticipato gli “standard” Flourishing AI come parte della strategia Gloo Open, coinvolgendo esperti riconosciuti come il professor Tyler VanderWeele di Harvard e il Barna Group per strutturare il benchmark. Inoltre, Gelsinger, presente in Gloo dal 2018 e noto sostenitore di iniziative faith‑based, apporta la sua esperienza nella standardizzazione tecnologica (USB, Wi‑Fi) a favore di un allineamento etico più marcato nell’AI.
In ultimo, Gloo invita sviluppatori, aziende e istituzioni a utilizzare il benchmark per testare, confrontare e migliorare i propri modelli, promuovendo un cambio di paradigma che non si limiti all’efficienza tecnica o alla sicurezza, ma che includa l’effetto positivo sull’essere umano in ogni sua dimensione. L’approccio aperto mira anche a future iterazioni e aggiornamenti man mano che emergono nuovi modelli AI e nuove ricerche sul benessere globale.
Con questo passo, Gelsinger e Gloo introducono un nuovo metro valutativo per l’AI, ponendo al centro il benessere integrale dell’uomo.


