Microsoft ottiene oltre 500 milioni di risparmi dall’AI mentre taglia migliaia di posti di lavoro | | | | Turtles AI

Microsoft ottiene oltre 500 milioni di risparmi dall’AI mentre taglia migliaia di posti di lavoro
L’AI ottimizza vendite, supporto clienti e sviluppo software, ma i risparmi coincidono con 15.000 licenziamenti e un piano da 80 miliardi di dollari per le infrastrutture AI entro il 2025
Editorial Team10 luglio 2025

 

 

Negli ultimi giorni Microsoft ha reso noto che l’adozione interna dell’AI ha generato risparmi superiori ai 500 milioni di dollari, nonostante una nuova tornata di licenziamenti che ha visto coinvolti circa 9.000 dipendenti, nel contesto di massicci investimenti in infrastrutture AI.

Punti chiave:

  •  Oltre 500 milioni di dollari risparmiati nei call center grazie all’AI
  •  L’AI ha contribuito al 35 % del codice nei nuovi prodotti
  •  Circa 15.000 posti eliminati in tre round nel 2025
  •  Microsoft investirà 80 miliardi di dollari in infrastrutture AI nel 2025

In una recente presentazione interna, il Chief Commercial Officer Judson Althoff ha illustrato come gli strumenti di AI abbiano migliorato l’efficienza su più fronti: vendite, customer service e ingegneria del software. In particolare, solo nei call center interni Microsoft ha ottenuto un risparmio superiore ai 500 milioni di dollari nell’ultimo anno grazie a soluzioni AI, un dato confermato dalle fonti Bloomberg, Reuters e altri organi economici. Althoff ha inoltre precisato che l’AI ha generato circa il 35 % del codice utilizzato nelle nuove linee di prodotto, accelerandone l’immissione sul mercato, e che l’utilizzo di AI nella gestione dei clienti di piccole dimensioni ha già prodotto entrate per decine di milioni.

Queste informazioni sono state diffuse dopo l’ultimo taglio aziendale, che ha interessato circa 9.000 persone – il terzo nell’anno, per un totale approssimativo di 15.000 licenziamenti. Fonti interne affermano che i tagli hanno riguardato prevalentemente i settori vendite, marketing, software, ruoli tecnici e quadri intermedi. Un post LinkedIn – poi rimosso – del produttore di Xbox Game Studios Matt Turnbull aveva suggerito ai dipendenti colpiti di affidarsi ad AI come ChatGPT o Copilot per alleviare il carico emotivo e cognitivo della perdita del lavoro, commento che ha suscitato critiche per la tempistica e il tono.

Parallelamente, Microsoft ha annunciato una trimestrale record, con 70 miliardi di revenue e 26 miliardi di utile, mentre la capitalizzazione di mercato raggiunge quota ca. 3.740 miliardi di dollari, superando Apple e piazzandosi dietro solo a Nvidia. Queste performance finanziare fanno da contraltare all’impegno annunciato dall’azienda a gennaio, di investire 80 miliardi di dollari nell’infrastruttura AI entro la fine dell’esercizio 2025, con la maggior parte destinata ai data center negli Stati Uniti.

L’opinione pubblica e molte opinioni interne rimangono critiche: i risparmi dichiarati, pur ottenuti in uno dei momenti economici più floridi della società, rischiano di apparire come una sponda razionale a favore della riduzione del personale, in un momento in cui la “trasformazione AI” sembra accompagnarsi a un ridimensionamento della forza lavoro. Tuttavia, non è stato esplicitamente confermato che i posti di lavoro eliminati siano stati direttamente sostituiti da soluzioni AI: l’azienda sostiene piuttosto che si tratti di un’efficienza post‑pandemica e di una redistribuzione dei costi in linea con la strategia tecnologica in corso.

A supportare questo approccio, Microsoft sta consolidando una strategia che punta a ingaggiare i migliori ricercatori AI, con accordi economici miliardari, spostando l’attenzione dagli investimenti in personale intermedio verso infrastrutture e competenze d’élite. Nessuna conclusione definitiva viene tratteggiata da queste dinamiche, ma emerge chiaramente un quadro in cui la crescita finanziaria e l’efficienza tecnologica procedono in parallelo, talvolta con tensioni operative e umane evidenti.

 Un bilanciamento tra guadagni tecnologici e impatti sociali resta al centro del dibattito.