Le GPU NVIDIA diventano asset finanziari: startup AI ottengono miliardi in prestiti garantiti | | | | Turtles AI
Le GPU AI NVIDIA, considerate oggi asset finanziari, vengono utilizzate come garanzia per prestiti a startup come CoreWeave e Fluidstack. Modelli di finanziamento innovativi permettono acquisti ciclici di chip, ma il rapido deprezzamento comporta rischi significativi.
Punti chiave:
- GPU NVIDIA H100 usate come collaterale in prestiti da miliardi.
- CoreWeave ha ottenuto oltre 10 mld $ di finanziamenti, sia equity che debito.
- Il valore dell’attivo collaterale cala velocemente con l’aggiornamento hardware.
- Possibili impatti sul mercato in caso di default e vendita forzata di GPU.
Le GPU AI di NVIDIA, su tutte le potenti H100, sono entrate nel mondo della finanza strutturata come garanzia fisica per prestiti miliardari, un fenomeno in crescita tra le startup del cloud GPU – comunemente chiamate “neocloud” – e le istituzioni finanziarie. CoreWeave, supportata da NVIDIA, ha siglato nel 2023 un finanziamento da 2,3 mld $ garantito dalle proprie GPU H100 e successivamente ha ampliato il debito fino a circa 10 mld $ tramite nuove linee e strutture complesse. Fluidstack, startup cloud londinese, ha seguito questa strada secondo un report di The Information, ottenendo oltre 10 mld $ di finanziamenti analoghi.
Le grandi banche e asset manager come Blackstone, Magnetar, Carlyle, BlackRock, Pimco e JPMorgan sono scesi in campo, erogando prestiti garantiti da hardware anziché da immobili o cash flow tradizionali. Tali linee di credito hanno permesso alle aziende di acquistare nuovi acceleratori, generando un circolo virtuoso – seppur rischioso – di finanziamenti-collateral-acquisto-collateral.
Il rischio principale è il rapido deprezzamento degli asset: le H100 diventano obsolete con il rilascio delle GPU successive, come le Blackwell, e il valore residuo diminuisce rapidamente. Se la domanda per GPU rallentasse o emergessero chip competitivi da AMD, Google, Amazon, Microsoft o altri, le banche potrebbero ritrovarsi con collaterale il cui valore non copre il debito originale, esponendo il sistema a instabilità.
Un’altra criticità riguarda l’affollamento di offerta di GPU se le startup non rispettano i piani di rimborso o falliscono, riversando sul mercato decine di migliaia di chip ai prezzi di saldo. Questo scenario genererebbe volatilità nel valore delle GPU e tensioni sui fornitori come NVIDIA.
CoreWeave, che ha costruito un’impronta di oltre 45.000 GPU e contratti da collaborare con Microsoft, OpenAI e altri grandi clienti, deve affrontare scadenze di debito nel breve-medio termine per circa 7,5 mld $ entro il 2026, con tassi d’interesse elevati – tra l’11 e il 15 % – legati alla solvibilità dei clienti stessi. Questa leva finanziaria complessa limita la flessibilità aziendale e mette pressione sui flussi di cassa operativi.
Nonostante i timori, molti istituti puntano ancora forte sull’AI, confidando che la crescita dei workload giustifichi prestiti assicurati da hardware. Tuttavia ci si chiede se l’espansione in stile "piramide", basata su asset che si svalutano rapidamente, non nasconda fragilità strutturali analoghe a bolle del passato.
Una mossa innovativa e controversa: usare chip AI come oro tangibile e petrolio digitale, con benefici potenziali ma rischi elevati in termini di mercato e stabilità finanziaria.


