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LinkedIn, l’assistente AI scrive poco: usato meno del previsto dagli utenti
Timore di compromettere la propria immagine professionale frena l’uso dell’AI nei post, mentre cresce rapidamente la richiesta di competenze legate all’AI nel mercato del lavoro
Editorial Team23 giugno 2025

 

 

In un’intervista a Bloomberg il CEO di LinkedIn, Ryan Roslansky, ammette che l’assistente AI per migliorare i post ha avuto accoglienza tiepida: troppa apprensione verso un’immagine professionale impeccabile e il rischio di danneggiare opportunità lavorative con contenuti riconducibili all’AI. Nel frattempo, però, la domanda di competenze AI esplode e lo stesso Roslansky utilizza Copilot prima di scrivere a Satya Nadella.

  • Punti chiave:
  •  Assistente AI poco usato su LinkedIn, contrariamente alle aspettative
  •  Pubblicare su LinkedIn avvertito come azione delicata, quasi un biglietto da visita
  •  Critiche verso contenuti AI‑palpabili possono influenzare reputazione e opportunità
  •  Offerte di lavoro e aggiornamenti profilo con competenze AI in aumento (rispettivamente +6× e +20×)

In un contesto professionale come LinkedIn, l’adozione delle proposte AI per rifinire gli aggiornamenti risulta meno immediata del previsto, e lo conferma lo stesso Roslansky: “Non è così popolare come pensavo”, ha dichiarato spiegando che la percezione di LinkedIn come “il tuo curriculum online” crea un’aspettativa più alta e il timore che un post troppo artificiale rischi di compromettere i rapporti con la carriera. A differenza di piattaforme “leggere” dove errori o ironie possono passare inosservati, su LinkedIn una critica alle modalità di scrittura può mettere a rischio le opportunità economiche di un utente. Ciò nonostante, emerge una crescita esponenziale nell’interesse verso l’AI: le offerte di lavoro che richiedono competenze in AI sono salite di sei volte nell’ultimo anno, e gli utenti che aggiungono tali abilità al profilo sono aumentati venti volte. Roslansky ha inoltre rivelato che lui stesso usa l’AI — in particolare il pulsante Copilot — per assicurar(si) che le sue e‑mail inviate al CEO di Microsoft, Satya Nadella, suonino “alla sua altezza". Nel complesso, quindi, l’AI incide in modi diversi a seconda del contesto: contenuti generati restano poco immediati su una vetrina professionale, ma competenze e strumenti AI guadagnano spazio in modo significativo.

Un invito alla riflessione: la sfida non è la tecnologia, ma il confine tra autenticità e automazione.